Scout AI: 100 milioni di dollari per sviluppare modelli AI per il conflitto

In California, presso una base militare statunitense, si svolge un’esercitazione che non coinvolge soldati, ma veicoli autonomi pensati per l’operatività in zone di conflitto. Scout AI, startup fondata nel 2024 da Coby Adcock e Collin Otis, ha recentemente annunciato di aver raccolto 100 milioni di dollari in un round di finanziamento guidato da Align Ventures e Draper Associates, dopo aver già ottenuto 15 milioni in un round seed all’inizio del 2025. Questa iniezione di capitali servirà a potenziare lo sviluppo dei modelli AI destinati a supportare operazioni militari.

Un centro di addestramento all’avanguardia

Scout AI si fa promotrice di un nuovo paradigma nella formazione dei modelli di intelligenza artificiale, presentando il suo progetto di punta, “Fury”. Questo modello non solo sarà in grado di gestire logistica militare, ma è concepito anche per controllare veicoli autonomi armati. Il CTO Otis paragona il suo lavoro alla formazione dei militari: “È come addestrare un soldato, partendo da una base di conoscenze già consolidate” commenta, sottolineando l’importanza di insegnare non solo l’intelligenza generale, ma anche la specificità necessaria per le operazioni militari.

Attualmente, Scout ha ottenuto contratti per lo sviluppo di tecnologie militari per un totale di 11 milioni di dollari, collaborando con enti come DARPA e il Laboratorio delle Applicazioni dell’Esercito. L’azienda è uno dei venti fornitori di tecnologie di autonomia utilizzate dalla 1ª Divisione di Cavalleria dell’Esercito americano, con l’obiettivo di portare soluzioni innovative nelle loro future operazioni nel 2027.

Innovazione attraverso l’intelligenza artificiale

Scout AI sta implementando una tecnologia avanzata nota come Vision Language Action (VLA), che si basa su modelli di linguaggio di grandi dimensioni. Questa tecnologia è stata originariamente sviluppata da Google DeepMind e ha già influenzato startup nel settore robotico. Adcock crede fermamente che l’adozione di una tale intelligenza possa migliorare significativamente l’efficacia dei veicoli autonomi nell’esercito, soprattutto in operazioni in ambito difficile e imprevedibile.

Durante la mia visita al campo di addestramento, è stato possibile testare personalmente uno degli ATV autonomi di Scout. L’esperienza dimostra come i veicoli possano navigare efficacemente anche su terreni accidentati e complicati. Nonostante fossi un neofita della guida di ATV, ho trovato abbastanza semplice gestire il mezzo, evidenziando così il tipo di intelligenza che Scout mira ad implementare nei propri modelli.

Verso un futuro di autonomia militare

Scout non si limita a sviluppare veicoli autonomi, ma si propone come una software house, creando strati di intelligenza per i mezzi già esistenti. Tra i primi prodotti attesi c’è “Ox”, software per il comando e il controllo che permetterà ai soldati di gestire più droni e veicoli autonomi tramite comandi semplici. Questo approccio potrebbe cambiare radicalmente la logistica militare, consentendo di risparmiare risorse umane per compiti più critici.

Sebbene ci siano preoccupazioni etiche sull’uso di armi autonome, Scout stabilisce limiti rigorosi per l’uso della sua tecnologia. Con un focus sul controllo preciso delle missioni, le sue droni da attacco possono essere programmati per operare in scenari definiti, mantenendo comunque in considerazione la necessità di approvazione umana in caso di minacce.

Conclusione

L’approccio innovativo di Scout AI offre spunti interessanti non solo per il settore militare statunitense, ma anche per applicazioni nel contesto difensivo globale, incluso quello italiano. Con l’aumento della valorizzazione dell’intelligenza artificiale nel settore militare, è fondamentale seguire da vicino come queste tecnologie si evolveranno e affronteranno le sfide etiche e operative del futuro. In un mondo sempre più interconnesso e complesso, l’equilibrio tra innovazione, sicurezza e responsabilità rimane cruciale.