Arrivare con l’auto a una delle colonnine elettriche e avviare una ricarica richiede tre condizioni: disponibilità del punto di ricarica, prezzo chiaro e pagamento immediato. La convergenza su questi aspetti prende forma con AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), che imposta obiettivi vincolanti e criteri comuni per le infrastrutture di ricarica accessibili al pubblico lungo i corridoi di mobilità più strategici nell’Unione Europea, noti come TEN-T (Trans-European Networks – Transport), che includono la “rete stradale centrale TEN-T” e la “rete stradale globale TEN-T”.
Che cosa prevedono le nuove norme
In particolare, per i veicoli elettrici leggeri, AFIR prevede che entro la fine del 2027, lungo la rete stradale centrale TEN-T, siano installati, in ogni senso di marcia e a una distanza massima di 60 km tra loro, gruppi di stazioni di ricarica capaci di erogare “una potenza di uscita di almeno 600 kW” e che siano dotati di “almeno due punti di ricarica con potenza di uscita singola di almeno 150 kW”. Le stesse caratteristiche si riscontrano per le infrastrutture di ricarica da collocare lungo la rete stradale globale TEN-T, ma con scadenza fissata al termine del 2035.
Differenti sono le caratteristiche di potenza di ricarica, invece, per i veicoli elettrici pesanti. Nel caso della rete stradale centrale TEN-T, si prevede infatti l’installazione entro la conclusione del 2027 di gruppi di stazioni di ricarica con “una potenza di uscita di almeno 2800 kW” e con “almeno due punti di ricarica con potenza di uscita singola di almeno 350 kW”. Entro il 31 dicembre 2030 il valore della potenza di uscita da rispettare deve essere invece di “almeno 3600 kW”. Per la rete stradale globale TEN-T il target al 2030 è collocare, a una distanza massima di 100 km tra loro, gruppi di stazioni di ricarica con una “potenza di uscita di almeno 1500 kW” e con “almeno un punto di ricarica con una potenza di uscita singola di almeno 350 kW”.
AFIR disciplina anche il modo in cui gli utenti della mobilità elettrica acquistano il servizio di ricarica. Presso i punti di rifornimento accessibili al pubblico e installati a partire dal 13 aprile 2024, i gestori devono dare la possibilità di impiegare strumenti di pagamento “ampiamente utilizzati nell’Unione”, come quelli elettronici. I punti di ricarica devono essere attrezzati almeno di “lettori di carte di pagamento” o dispositivi contactless, che dal 1° gennaio 2027 dovranno essere messi a disposizione dai gestori per tutti i punti di ricarica “con una potenza di uscita pari o superiore a 50 kW” collocati “lungo la rete stradale TEN-T” o “in un’area di parcheggio sicura e protetta”.
A cosa servono le nuove misure
I provvedimenti dell’AFIR ambiscono ad accompagnare e facilitare lo sviluppo della mobilità elettrica su scala continentale, che prosegue in modo continuativo. Secondo uno studio dell’International Council On Clean Transportation, nel 2025 le BEV sono arrivate al 19% delle nuove immatricolazioni, con un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2024. Complessivamente, il mercato auto europeo è cresciuto del 2,2% rispetto al 2024, arrivando a circa 11 milioni di unità, con oltre 2 milioni elettriche, mentre i volumi BEV sono aumentati di circa il 31% nel 2025 rispetto al 2024. Per Sonsoles Díaz, ICCT Senior Researcher, “i dati del 2025 mostrano che il mercato automobilistico europeo continua a elettrificarsi a ritmo sostenuto, anche in un contesto di incertezza regolatoria e geopolitica”, con i veicoli elettrici che non sono più “un segmento di nicchia”. Da segnalare anche l’accelerazione dell’infrastruttura pubblica, arrivata a circa 1,14 milioni di punti di ricarica a fine 2025, più di quattro volte i circa 241.000 punti del 2020.


