Come dovrebbe essere la nuova flat tax proposta dalla Lega


In un incontro molto discusso, l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri – invitato da Salvini a un incontro con le parti sociali anche se si è dimesso dal governo – ha parlato di una tassa con un’aliquota al 15% per i redditi familiari

Da sinistra, il capo di gabinetto di Salvini Matteo Piantedosi, il ministro dell’Interno e l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri (foto: Vincenzo Livieri/Lapresse)

Mentre in rete e sui giornali si continua a parlare della presunta trattativa tra uomini di Salvini e emissari russi per finanziare in maniera segreta e illegittima la Lega, Matteo Salvini prova a spostare l’attenzione su uno dei punti principali della sua agenda di governo: la flat tax.

Questa mattina, il consigliere economico della Lega Armando Siri ha presentato durante un incontro al Viminale con 43 associazioni e sigle sindacali e alcuni esponenti leghisti, compreso Salvini, un piano per estendere anche alle famiglie la tassa piatta, già introdotta per professionisti e lavoratori autonomi.

Noi vogliamo portare al 15% l’aliquota fino a 55mila euro di reddito”, ha detto l’ex sottosegretario alle Infrastrutture, costretto alle dimissioni lo scorso maggio perché indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta sui finanziamenti nel settore eolico, e da allora al centro di un duro scontro di governo tra Lega e Movimento 5 stelle.

Come sarà la nuova flat tax

L’introduzione di una nuova tassa era stata anticipata da Salvini nel periodo immediatamente precedente alle elezioni europee. Secondo Siri, la nuova misura riguarderà circa 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti e darà impulso ai consumi. “L’intenzione è di portare nelle tasche degli italiani 12-13 miliardi di euro. Nessuno perderà un centesimo, nessuno pagherà di più di quanto paga già”.

Nel momento in cui scriviamo non sappiamo se Siri abbia parlato anche di tempi e costi. Qualche settimana fa, prima che il progetto venisse presentato, Salvini aveva previsto che per la prima fase sarebbero serviti 12-15 miliardi, mentre una simulazione del ministero dell’Economia aveva mostrato che la cifra necessaria sarebbe stata di circa 59 miliardi.

Nell’incontro di oggi, Salvini ha detto solo che ha intenzione di definire la manovra economica tra luglio e agosto e che potrebbe fissare un nuovo appuntamento con le parti sociali nei prossimi quindici giorni.

Il no del Movimento 5 stelle

Il Movimento 5 stelle non è mai stato favorevole all’introduzione di una flat tax, che considera una misura a favore dei ceti più abbienti. Qualche giorno fa, i grillini sembravano aver cambiato idea e avevano aperto alla possibilità di finanziare la manovra in deficit.

Le polemiche sull’incontro

Armando Siri è considerato l’artefice della flat tax leghista. Ciononostante la sua presenza all’incontro di oggi  al Viminale è stata molto criticata. Da quando si era dimesso dal governo, Siri non aveva infatti più partecipato a tavoli istituzionali.

Il Partito democratico e diversi commentatori sui social network, inoltre, si sono chiesti a che titolo Salvini abbia organizzato un incontro di questo tipo con le parti sociali, considerando che è il ministro dell’Interno, e non il primo ministro o il ministro dell’Economia (entrambi ruoli appaltati al M5s).

Il Movimento 5 stelle ha provato a smorzare le polemiche parlando di un “incontro politico, non di governo quindi scevro da ogni carattere istituzionale”. Proprio il primo ministro Giuseppe Conte, invece, ha avuto molto da ridire sia sulla presenza dell’ex sottosegretario che sulle affermazioni in merito ai tempi della manovra. “Se si tratta di un vertice di partito, la presenza di Siri va bene. Se è un vertice di governo, la presenza di Siri non va bene”, ha spiegato Conte. E ancora: “La manovra economica viene fatta qui, dal ministro dell’Economia e tutti i ministri interessati, e non si fa altrove, non si fa oggi. I tempi, e tengo a precisarlo, li decide il presidente del Consiglio, sentiti gli altri ministri, a partire da quello dell’Economia. I tempi non li decidono altri”.

Non è la prima volta che Salvini partecipa a un incontro del genere. Lo scorso dicembre aveva incontrato, sempre al Viminale, una delegazione di Confindustria con la quale aveva parlato di grandi opere e dell’opposizione del Movimento 5 stelle su questo punto.

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