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Come il bonobo Kanzi, giocando a fare merenda, ci ha dimostrato che anche le scimmie usano l’immaginazione e sanno fingere

di webmaster | Feb 9, 2026 | Tecnologia


Un altro mattone su cui abbiamo costruito la nostra presunta unicità nel regno animale è caduto. L’essere umano non è il solo a usare l’immaginazione e a saper distinguere la realtà dalla finzione: anche primati non umani lo fanno. A portarne per la prima volta le prove è uno studio appena pubblicato su Science, in cui un team di ricercatori della Johns Hopkins University ha fatto merenda “per finta” (come direbbero i bambini) con uno degli animali più sorprendenti che si potessero incontrare: il bonobo Kanzi. Ecco com’è andata.

Ti presento Kanzi

Prima di tutto è doveroso introdurre il protagonista di questa storia (e di tante altre prima, che hanno davvero fatto cambiare prospettiva sulla presunta unicità dell’essere umano): Kanzi. Kanzi era un bonobo, la specie di primate più vicina all’essere umano dal punto di vista evolutivo, e all’epoca dello studio in questione aveva 43 anni. Vissuto per tutta la vita in diversi istituti di ricerca, fin da cucciolo si era distinto per le sue straordinarie capacità di apprendimento. Mentre i ricercatori cercavano con fatica di insegnare a sua madre adottiva Matata a comunicare attraverso simboli astratti su una lavagna, Kanzi osservava, assimilava, imparava spontaneamente, come un neonato umano. Alla fine sapeva utilizzare più di 300 simboli per esprimere desideri e fare domande, e addirittura creare concetti nuovi combinando più lessemi insieme. Una volta, per esempio, riuscì a dire che un castoro lo aveva spaventato unendo i simboli di “acqua” e “gorilla” (utilizzava “gorilla” per indicare qualsiasi cosa che gli facesse paura). Non era solo straordinariamente abile a comunicare: Kanzi aveva anche affinato una tecnica tutta sua per scheggiare la selce e creare strumenti taglienti, dimostrando di possedere un approccio creativo alla risoluzione dei problemi. Per decenni, insomma, ci ha costretti a riconsiderare la nostra intelligenza, cambiando prospettiva in relazione a quella di altri esseri viventi, non solo bonobo.

Immaginare humanum est?

Che diverse altre specie possano avere una vita mentale molto più ricca e complessa di quanto creduto fino a poco tempo fa, quindi, è ormai più che un sospetto. Tuttavia, finora la capacità di immaginare una realtà alternativa sembrava essere una prerogativa umana. Domande, però, cominciavano ad affiorare tra etologi ed esperti di psicologia comparata: cosa stanno facendo quelle giovani scimpanzè che trasportano bastoncini come fossero loro cuccioli? E perché uno scimpanzé in cattività replica il gesto di trascinare dei blocchi di legno che non ci sono davvero, dopo averne usati di veri per giocare?

Merenda “per finta”

Per vederci più chiaro, il team della Johns Hopkins University ha deciso di giocare a fare merenda con Kanzi.

In un primo esperimento un ricercatore ha apparecchiato sul tavolo due bicchieri e una brocca trasparenti vuoti e ha mimato l’azione di versare del succo dalla brocca ai due contenitori. Ha poi finto di svuotarne uno. A questo punto, è stato chiesto a Kanzi dove si trovasse il succo e il bonobo, per niente perplesso, ha seguito la logica del gioco indicando correttamente nel 68% delle volte il bicchiere che doveva essere ancora pieno. Un dato importante è stato constatare che l’animale non ha mostrato segni di frustrazione o confusione (come lo scuotimento di recinzioni) quando, anche dopo risposta giusta, non otteneva una vera ricompensa. Come se, appunto, fosse consapevole della finzione.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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