La chiave di lettura per comprendere la complessità del mondo digitale
Ogni click, ogni mi piace, ogni acquisto online fa capire qualcosa di noi. Un accumulo infinito di dati e una sovrabbondanza di contenuti che gioca un ruolo centrale nel navigare nella contemporaneità più della sbandierata intelligenza artificiale e che ha cambiato radicalmente il business di interi settori, rendendo necessaria una nuova chiave di lettura per comprendere questa complessità.
Parte da questo presupposto il saggio ‘In che mondo vivi’ di Walter Quatrociocchi e Matteo Cinelli, rispettivamente professore ordinario e ricercatore presso l’Università Sapienza di Roma, già autori di numerose pubblicazioni apparse su riviste scientifiche come Nature e Pnas, il cui lavoro è incentrato su data science e dinamiche della disinformazione. Competenze quanto mai necessarie in un momento in cui l’avanzare dell’IA ha reso pericolosamente più sfumato il confine tra vera conoscenza e illusione di sapere.
Una guida per navigare la società digitale
In otto capitoli, partendo dalla statistica e passando per algoritmi (“strumenti, non oracoli”), macchine intelligenti, social media ed evoluzione del linguaggio, test di Turing e intelligenza, solo per citarne alcuni, il libro fornisce una guida in una società che corre ed è uno strumento per ragionare su questi temi attenendosi “alla realtà imposta dai fatti” e non a “narrazioni convenienti e superficiali”. Ci sono anche esempi concreti come l’interruzione alla stazione Roma Termini nell’ottobre 2024 per un chiodo, analizzato con gli occhiali della data science e dei sistemi complessi.
Il messaggio degli autori
“Mentre i dati e gli algoritmi offrono strumenti potenti per navigare e migliorare il mondo moderno, è essenziale approcciare la tecnologia con un sano scetticismo – scrivono Quatrociocchi e Cinelli – Riconoscere i limiti della predizione basata su dati è fondamentale per evitare dipendenze eccessive da questi sistemi e mantenere una prospettiva critica nel mondo reale”. “Il nostro viaggio nella data science non è stato solo un’esplorazione di formule e grafici – aggiungono – ma una riflessione su come interpretare un mondo sempre più mediato dai dati. La prossima volta che guardi un grafico o che vedi una notizia su ‘l’intelligenza artificiale che ci ruberà il lavoro’ – così gli autori si rivolgono al lettore – fermati un attimo… e ricorda quello che hai imparato: non c’è niente di realmente complesso che non possa essere compreso con un po’ di pazienza, curiosità e, ovviamente, una sana dose di scetticismo”.
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