Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

Come la serie canadese Heated Rivalry è diventata un fenomeno globale senza seguire l’algoritmo (e perché dovreste guardarla)

di webmaster | Feb 11, 2026 | Tecnologia


Il 13 febbraio Heated Rivalry arriva finalmente in Italia su HBO Max. È una serie canadese, creata, scritta e diretta da Jacob Tierney, prodotta dalla piattaforma Crave e adattata dalla saga di romanzi di Rachel Reid. Sei episodi, budget contenuto e un cast di attori quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico – almeno fino a poche settimane fa. Sulla carta, niente che facesse pensare a un terremoto culturale.

La storia, presa così, è semplice e lineare: Shane Hollander e Il’ja Rozanov sono due giocatori professionisti di hockey su ghiaccio, capitani di squadre rivali – i Montréal Metros e i Boston Raiders – costretti a tenere segreta una relazione che nasce come puro sfogo fisico e si trasforma, nel corso degli anni, in qualcosa di molto più profondo. Il loro amore attraversa stagioni sportive, trasferimenti, pressioni mediatiche, famiglie ostili e un ambiente, quello dello sport maschile professionistico, baluardo di una certa mascolinità ostentata. Fin qui, nulla che non si possa raccontare in una sinossi di poche righe.

Il punto è che Heated Rivalry non si limita a raccontare questa storia: la mette in scena con una calma radicale, quasi disarmante. È una serie queer che non si sente in dovere di spiegarsi, di tradursi, di rendersi più “accettabile” per uno sguardo esterno. Non c’è pedagogia né la sensazione costante di dover giustificare l’esistenza dei suoi personaggi. Il sesso – molto presente ed esplicito – non è un ammiccamento né una provocazione, quanto più un linguaggio narrativo. È il modo in cui Shane e Il’ja comunicano quando le parole non bastano. Tierney lo ha spiegato più volte: in Heated Rivalry il sesso è una forma di dialogo. Ed è proprio questo a renderla diversa da molte altre serie che, negli anni, hanno raccontato l’amore gay con toni retorici o come problema da risolvere.

Qui l’amore non è una tesi da dimostrare: è un fatto

E intorno a questo fatto la serie costruisce personaggi tridimensionali, imperfetti, spesso contraddittori, che esistono anche fuori dalla relazione centrale. È in questo contesto che si inseriscono scelte narrative tutt’altro che scontate, come la presenza di un protagonista nello spettro autistico – mai dichiarata esplicitamente nella serie, ma confermata dall’autrice dei romanzi – trattato non come un simbolo o un caso esemplare, ma come parte naturale del mondo raccontato. Per alcuni detrattori è l’ennesimo segnale di una presunta deriva “woke”. Per chi guarda la serie senza pregiudizi, è semplicemente realismo.

Quando Heated Rivalry debutta in Nord America, a fine novembre, lo fa senza una campagna promozionale aggressiva. È una piccola produzione canadese destinata a un pubblico di nicchia, magari già affezionato ai libri. Poi succede qualcosa che al giorno d’oggi nello schizofrenico ecosistema dello streaming è sempre più raro: la serie cresce, cresce e cresce. Episodio dopo episodio, settimana dopo settimana, il pubblico aumenta. Il quinto episodio, trasmesso la settimana prima di Natale, diventa un punto di svolta. Senza scadere in spoiler, è quello che accende definitivamente il passaparola: sui social iniziano a circolare video di reazioni e tra Natale e Capodanno Heated Rivalry è ovunque.



Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0