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Com’è messa l’Italia con le tecnologie quantistiche? La risposta è arrivata dagli Stati generali del Quantum

di webmaster | Dic 19, 2025 | Tecnologia


Il problema, però, è (anche) l’accesso alle infrastrutture: “Sebbene l’Italia disponga di diverse infrastrutture in seno agli istituti di ricerca, queste sono utilizzate principalmente a scopi di ricerca con accesso limitato all’industria”. Emerge quindi la necessità di costruire un sistema di accessi semplificati per le aziende e un migliore coordinamento tra le infrastrutture italiane e quelle europee.

Le prospettive future

Al di là delle problematiche legate a fondi e infrastrutture, in Italia ci sono già alcuni progetti che puntano a realizzare importanti risultati. Presto infatti ospiteremo “il più potente hub quantistico al mondo”: la Q-Alliance, nata dall’accordo tra i due colossi mondiali del settore D-Wave e IonQ e che coinvolgerà circa cento ricercatori, prevalentemente italiani.

Come spiega il sottosegretario Alessio Butti, poi, per celebrare il bicentenario dalla morte di Alessandro Volta (che ricorre nel 2027) nascerà un centro nazionale di ricerca a lui dedicato. “Un’infrastruttura nazionale in cui saranno coinvolte università, imprese, centri di ricerca”, che potranno lavorare insieme “su algoritmi quantistici e intelligenza artificiale”.

Nella prospettiva di Butti questi due elementi non possono essere separati. Tanto che, dice il sottosegretario, il governo starebbe pensando a una sorta di “ponte strategico” tra quantum e AI tramite la costituzione di un centro di ricerca dedicato. Un “Cern-AI, nella convinzione che il futuro del quantum non possa essere pensato come una tecnologia a se stante ma come parte di un ecosistema integrato”.

Un contributo allo sviluppo delle tecnologie quantistiche arriverà anche dal ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) a inizio 2026. Eva Spina, che del Mimit è capo dipartimento, ricorda gli Accordi per l’innovazione appena lanciati: “metteremo a disposizione 201 milioni di euro da destinare a progetti ad alto impatto tecnologico, tra cui le tecnologie quantistiche”. Possono partecipare le imprese “che hanno approvato almeno due anni di bilancio, che presentano progetti della durata 18-36 mesi” e che avranno bisogno di “un budget tra i cinque e i quaranta milioni di euro”. Candidature aperte dal 14 gennaio al 18 febbraio 2026.

Ma gli Stati generali del Quantum sono stati un’occasione per fare il punto sui progetti di università e imprese già avviati. C’è ad esempio Partenope, il primo computer quantistico a semiconduttori d’Italia, inaugurato a giugno 2024 dall’università Federico II di Napoli grazie a 4,5 milioni di euro del Pnrr. Come spiega Francesco Tafuri, responsabile del Centro di computazione quantistica superconduttiva dell’ateneo campano, per l’anno prossimo avremo due computer quantistici, nel 2028 contiamo di avere quantum hardware fabbricati completamente in Italia e la prospettiva è di realizzare processori italiani nel 2030”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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