Napoli – Connessione alla rete elettrica in porto. Biogas in movimento. Raccolta differenziata a mano. Msc World Europa vuole dimostrare che si può essere una nave da crociera sostenibile, girando in tutto il Mediterraneo. Se i porti italiani sembrano arrancare, cittĆ come Marsiglia, Barcellona e Valletta si candidano a essere tappe obbligatorie per crociere net zero entro il 2050, la scommessa su cui Msc negli ultimi 6 anni ha investito oltre 8 miliardi di euro. Wired Italia ha visitato la nave, durante un approdo a Napoli.
Cosa succede in porto
Questa ācittĆ greenā da quasi 9.000 abitanti, 333 metri di lunghezza per 47 di altezza e 68 di larghezza, a fine 2023 ĆØ stata la prima nave a sfruttare lo shore power in un porto mediterraneo, a Malta. Una sosta a emissioni dirette zero, grazie al collegamento alla banchina, per coprire il suo consumo energetico āsolo da hotelā ridotto da 14 a 9-10 MWh con i nuovi sistemi di efficientamento intelligenti implementati. Effettuato anche da Msc Euribia lo scorso maggio in Germania, a Kiel, questo āattracco elettricoā da primato potrebbe diventare routine. Msc crociere ha attrezzato 16 sue navi per farne 220 entro fine anno, ma ādipende dalla disponibilitĆ delle singole infrastrutture portualiā. Per ora quelle pronte sono circa 40, molte nel Nord Europa, zero in Italia.
Il regolamento FuelEu Maritime impone a tutti i principali porti europei di adeguarsi entro il 2030, Msc spera che Genova, La Spezia, Napoli e Trieste lo facciano per il 2026. In alternativa, allāorizzonte ci sono le celle a combustibile a ossidi solidi: oggi si testano con 150 kW ma in futuro potrebbero arrivare a alimentare da sole una nave ferma. Un’indipendenza energetica che la rende più green, ma anche più libera: stop a rotte dettate dallo shore power. Monitorando progressi di porti e celle, Msc continuerĆ ad ammodernare le proprie navi, minimizzando il consumo dei motori con sistemi intelligenti di ventilazione e condizionamento ma anche di illuminazione a led e di monitoraggio dei consumi. Tanta AI, quindi, ma anche tanta intelligenza umana, quella che la spinge a ridurre il rumore dello scafo sott’acqua, a tutela dei mammiferi marini.
Pieno di biogas, non in Italia
Msc World Europa solca le acque mediterranee spinta da 5 motori dual fuel, attualmente alimentati da gas naturale liquefatto (gnl) di origine fossile. Un sistema di riduzione catalitica selettiva ne riduce le emissioni di NOx (sigla di alcuni sottoprodotti di combustione) di circa 90% per soddisfare gli standard globali, ma Msc aspira alla versione green, oggi troppo costosa, ma soprattutto quasi introvabile. Le 400 tonnellate di bio-gnl necessarie per rendere la consegna della Msc Euribia da Saint Nazaire, in Francia, a Copenaghen la prima a zero emissioni nette sono state difficili da reperire. In Italia a oggi nessun porto sarebbe in grado di fornirle, malgrado i 40 milioni di euro che nel 2022 il ministero delle Infrastrutture e della mobilitĆ sostenibile ha destinato a produttori e distributori per attrezzarsi (nellāambito di un finanziamento totale di 220 milioni di euro da parte del Fondo nazionale complementare). In attesa di novitĆ via mare, Msc nel maggio 2023 si ĆØ accordata con LC3 Trasporti per sfruttare questo carburante via terra, da Genova a Kiel, nei camion che riforniscono di cibo, bevande e tecnologia le sue navi in partenza per i fiordi norvegesi.
Come funziona il riciclo
Un altro vincolo di rotta per le crociere green, oltre a carburante e shore power, ĆØ la spazzatura. Le 9.000 persone a bordo di Msc World Europa (di cui circa 6.700 passeggeri), ne producono a un ritmo di 20 metri cubi al giorno, per il 90% separata a mano, con turni di 24 ore coperti da 4-5 persone. Nel centro di riciclo si separano e si āschiaccianoā in cubi lāalluminio e il cartone, la plastica āpulitaā (tappi) e quella āsporcaā. Si manda in mille pezzi il vetro, perchĆ© ācostaā a volume, e si separa il cibo in soft e hard. Il frutto di questo lavoro certosino a bordo, non sempre viene ben accolto a terra. Oltre che con la Marpol 73/78, la convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi, spesso vanno fatti i conti anche con limiti logistici, organizzativi, normativi ed economici di ogni singolo porto.
Sulle attuali possibili rotte della Msc World Europa Marsiglia, Barcellona, Valletta e Genova sono tappe ospitali per i rifiuti. Napoli e Messina costringono invece a trattenerli sulla nave, la prima per i costi elevati, la seconda per la conformazione complessa. C’ĆØ anche un vincolo dei pallet usati per scaricare a terra i rifiuti. Essendo potenziali canali di introduzione e diffusione di organismi nocivi, per sbarcare in alcuni Paesi devono riportare il marchio Ippc (Convenzione internazionale per la protezione dei vegetali) che assicura abbiano subito il trattamento termico obbligatorio. Invisibili per i passeggeri umani, le specie aliene “clandestineā rappresentano sempre di più un elemento di attenzione per tutto il settore navale, navi da crociera. Msc ha infatti investito su vernici anti-attrito capaci di minimizzare il trasporto di organismi non graditi e spinge per usare il liquido ottenuto dal trattamento delle acque reflue come acqua di zavorra. CosƬ mantiene lāequilibrio della nave e non distrugge quello dei sempre più delicati ecosistemi marini.


