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Come pulire la macchina del caffè da calcare, muffe e batteri

di webmaster | Dic 19, 2025 | Tecnologia


Di macchine da caffè ce ne sono tante, anzi tantissime. E anche se molto diverse tra loro, hanno tutte in comune una piccola verità: vanno pulite periodicamente. La tipologia di manutenzione e la frequenza dei vari interventi dipendono ovviamente dal tipo di macchina: una moka non si gestisce come una super-automatica, e una macchina a capsule ha esigenze diverse da una professionale con guarnizioni, filtri e gruppi erogatori che vanno trattati con i guanti. Non parliamo solo di una sciacquata veloce al serbatoio o di una passata di panno sul beccuccio.

Uno dei passaggi più importanti da fare (e che il più delle volte non viene fatto) è la decalcificazione. Sì perché il calcare è il vero nemico – seppur invisibile – del buon funzionamento della macchina e del buon caffè. Si accumula lentamente, altera la temperatura dell’acqua, rovina le guarnizioni e, col tempo, finisce per inceppare i meccanismi e compromettere il gusto stesso dell’espresso. In questa guida facciamo un po’ di chiarezza sul tema: che si tratti di una caffettiera tradizionale o di un modello automatico, ecco come pulire e decalcificare la macchina del caffè passo dopo passo.

Indice

Perché è importante pulire la macchina da caffè

Come anticipato, pulire la macchina da caffè è importante per due ragioni. La prima è legata al buon funzionamento dell’apparecchio e alla sua longevità. Perché una cosa è certa: una macchina del caffè dura tanto quanto la pulizia dei suoi componenti, sia interni che esterni. La seconda ragione ha invece a che fare con la qualità del caffè erogato: calcare, ma anche muffe e batteri che tendono a proliferare in ambienti umidi non perfettamente puliti, residui e sporcizia varia possono alterare il gusto e l’aroma della bevanda, trasformando un momento di piacere in qualcosa di particolarmente sgradevole al palato – oltre che potenzialmente nocivo per la salute.

La moka

Partiamo da qui, proprio dalla classica moka di alluminio che sembra indistruttibile e che molti considerano autopulente per via del calore che la alimenta. In realtà, anche lei accumula residui di calcare e di oli che nel tempo possono alterare il gusto del caffè e compromettere la tenuta delle guarnizioni. L’idea che basti sciacquarla sotto l’acqua per farla tornare come nuova è comoda, ma sbagliata: un minimo di manutenzione regolare serve sempre per far sì che duri e che continui a fare un espresso degno di questo nome. Nello specifico:

  • Subito dopo ogni utilizzo la moka va smontata completamente. Si svita la caldaia (la parte inferiore, dove si mette l’acqua), si toglie l’imbuto-filtro, si svuota il caffè usato e si sciacqua tutto sotto l’acqua calda corrente. Anche la parte superiore, il raccoglitore del caffè, va risciacquata per bene, perché al suo interno restano spesso tracce di condensa e micro-residui. La regola d’oro è una: mai usare detersivi. Né sgrassatori, né lavastoviglie. I detergenti rischiano di rovinare la patina naturale che si forma col tempo all’interno della moka (quella che in parte protegge il metallo) e soprattutto lasciano odori che poi finiscono inevitabilmente nel caffè. Basta acqua calda e, al limite, un po’ di bicarbonato se proprio serve un’azione più profonda.
  • Ogni due settimane vale la pena fare un piccolo check-up: controllare che il filtro non sia ostruito (basta tenerlo controluce per vedere se qualche foro è chiuso da residui), che la guarnizione in gomma sia elastica e non screpolata, e che la valvola di sicurezza della caldaia non sia bloccata. Se il filtro è parzialmente otturato, si può liberare con uno spillo o con uno spazzolino da denti vecchio: un gesto banale che evita mille problemi.
  • La decalcificazione vera e propria si può fare ogni due o tre mesi, o più spesso se l’acqua di casa è molto dura. Il metodo più semplice è quello della nonna: si riempie la caldaia con una miscela di acqua e acido citrico, si monta la moka senza caffè e si fa andare a fuoco basso, come se si dovesse preparare un espresso. Appena il liquido sale nella parte superiore, si spegne, si svuota e risciacqua tutto con abbondante acqua pulita. Chi preferisce evitare rimedi casalinghi, può usare un decalcificante dedicato come se ne trovano tanti in commercio: sono più delicati sull’alluminio e non lasciano retrogusti. In ogni caso, è importante risciacquare bene alla fine di tutto e fare un “caffè finto” (solo con acqua) per eliminare qualsiasi eventuale traccia residua.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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