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Come può avvenire l’avvelenamento da ricina, la potentissima tossina per la quale non esiste antidoto (sì, è quella di Breaking Bad)

di webmaster | Apr 2, 2026 | Tecnologia


Si pensava che ad ucciderle fosse stata un’epatite fulminante causata da un’intossicazione alimentare. Ma oggi, invece, abbiamo avuto la conferma che la causa della morte delle due donne, madre e figlia rispettivamente di 50 e 15 anni d’età, decedute dopo la vigilia di Natale scorso a Campobasso, è un avvelenamento da ricina. Un potentissimo veleno, come spiegato anche da Walter White, protagonista della famosa serie tv Breaking Bad, che può essere letale anche in piccole dosi, ed è molto difficile da rilevare durante l’autopsia. Ma di che si tratta esattamente?

La ricina: da dove viene

La ricina è una sostanza naturale tra le più tossiche conosciute. È contenuta nella polpa dei semi di ricino (Ricinus communis), da cui produciamo l’olio che può essere utilizzato per esempio in pitture, vernici, o come lubrificante per macchinari industriali. Si tratta, come ricordano dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri, di una lectina glicoproteica che agisce bloccando l’attività di sintesi proteica dei ribosomi e causando, quindi, la morte cellulare. “La tossicità deriva dall’inibizione della sintesi proteica, ma ci sono anche altri meccanismi non ben conosciuti che provocano l’induzione dell’apoptosi, l’alterazione della struttura e della funzione della membrana cellulare e il rilascio di mediatori dell’infiammazione (citochine)”, precisano gli esperti.

L’avvelenamento da ricina

L’avvelenamento da ricina è piuttosto raro, ma sviluppa una malattia potenzialmente letale che insorge rapidamente, causata dall’ingestione, dall’inalazione o dall’iniezione di questa tossina. Il quadro clinico, precisano da Orphanet, dipende dalla via di somministrazione. Con l’inalazione, per esempio, che è maggiormente tossica, seguita poi dall’ingestione orale. Anche i sintomi iniziali dell’avvelenamento da ricina dipendono dalle modalità di assunzione: in caso di ingestione compaiono nausea, vomito, diarrea, ematemesi (sangue nel vomito) e melena (sangue nelle feci), mentre in caso di inalazione sono tosse, dispnea, mal di gola e congestione. Infine, nel caso di iniezione della tossina, le manifestazioni cliniche sono eritema, indurimento, vesciche, sindrome da permeabilità capillare e necrosi localizzata. L’avvelenamento da ricina, infine, può progredire con convulsioni, shock, insufficienza d’organo, edema polmonare e insufficienza respiratoria, fino a portare al decesso.

I trattamenti e il primo soccorso

Ad oggi, tuttavia, non sono disponibili antitossine o antidoti specifici approvati per uso umano. Il trattamento, quindi, si concentra su terapie di supporto per gestire i sintomi e le complicazioni. Se ci dovessimo trovare davanti a un sospetto caso di avvelenamento da ingestione da sostanze tossiche, come consigliato dagli esperti di Humanitas, è necessario chiamare subito i soccorsi e contattare il centro antiveleni e seguire le indicazioni. È importante, inoltre, non indurre il vomito e non somministrare latte o altri rimedi casalinghi, poiché possono aumentare danni locali o sistemici.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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