[ad_1] Si pensava che ad ucciderle fosse stata un'epatite fulminante causata da un'intossicazione alimentare. Ma oggi, invece, abbiamo avuto la conferma che la causa della morte delle due donne, madre e figlia rispettivamente di 50 e 15 anni d'età, decedute…
Si pensava che ad ucciderle fosse stata un’epatite fulminante causata da un’intossicazione alimentare. Ma oggi, invece, abbiamo avuto la conferma che la causa della morte delle due donne, madre e figlia rispettivamente di 50 e 15 anni d’età, decedute dopo la vigilia di Natale scorso a Campobasso, è un avvelenamento da ricina. Un potentissimo veleno, come spiegato anche da Walter White, protagonista della famosa serie tv Breaking Bad, che può essere letale anche in piccole dosi, ed è molto difficile da rilevare durante l’autopsia. Ma di che si tratta esattamente?
La ricina: da dove viene
La ricina è una sostanza naturale tra le più tossiche conosciute. È contenuta nella polpa dei semi di ricino (Ricinus communis), da cui produciamo l’olio che può essere utilizzato per esempio in pitture, vernici, o come lubrificante per macchinari industriali. Si tratta, come ricordano dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri, di una lectina glicoproteica che agisce bloccando l’attività di sintesi proteica dei ribosomi e causando, quindi, la morte cellulare. “La tossicità deriva dall’inibizione della sintesi proteica, ma ci sono anche altri meccanismi non ben conosciuti che provocano l’induzione dell’apoptosi, l’alterazione della struttura e della funzione della membrana cellulare e il rilascio di mediatori dell’infiammazione (citochine)”, precisano gli esperti.
L’avvelenamento da ricina
L’avvelenamento da ricina è piuttosto raro, ma sviluppa una malattia potenzialmente letale che insorge rapidamente, causata dall’ingestione, dall’inalazione o dall’iniezione di questa tossina. Il quadro clinico, precisano da Orphanet, dipende dalla via di somministrazione. Con l’inalazione, per esempio, che è maggiormente tossica, seguita poi dall’ingestione orale. Anche i sintomi iniziali dell’avvelenamento da ricina dipendono dalle modalità di assunzione: in caso di ingestione compaiono nausea, vomito, diarrea, ematemesi (sangue nel vomito) e melena (sangue nelle feci), mentre in caso di inalazione sono tosse, dispnea, mal di gola e congestione. Infine, nel caso di iniezione della tossina, le manifestazioni cliniche sono eritema, indurimento, vesciche, sindrome da permeabilità capillare e necrosi localizzata. L’avvelenamento da ricina, infine, può progredire con convulsioni, shock, insufficienza d’organo, edema polmonare e insufficienza respiratoria, fino a portare al decesso.
I trattamenti e il primo soccorso
Ad oggi, tuttavia, non sono disponibili antitossine o antidoti specifici approvati per uso umano. Il trattamento, quindi, si concentra su terapie di supporto per gestire i sintomi e le complicazioni. Se ci dovessimo trovare davanti a un sospetto caso di avvelenamento da ingestione da sostanze tossiche, come consigliato dagli esperti di Humanitas, è necessario chiamare subito i soccorsi e contattare il centro antiveleni e seguire le indicazioni. È importante, inoltre, non indurre il vomito e non somministrare latte o altri rimedi casalinghi, poiché possono aumentare danni locali o sistemici.
