La questione non รจ se Napoli debba essere turistica (lo รจ sempre stata), ma quanto turismo puรฒ sostenere senza sprofondare in un modello economico nocivo, che allontana ogni spontaneitร , con ristoranti che tentano di ricreare artificialmente unโatmosfera tradizionale, mentre sfrecciano ovunque laureati sui motorini alle prese con le app di delivery. Un sociologo, Francesco Calicchia, lo dice senza mezzi termini: โIl centro storico non รจ piรน un quartiere, ma un centro commerciale a cielo apertoโ.
A rendere piรน acceso il dibattito resta la questione del lavoro. Secondo alcuni collettivi cittadini, come gli attivisti dellโex Opg Je soโ pazzo, i profitti del boom turistico non si distribuiscono in modo equo. Camerieri, commessi e lavoratori del settore continuano spesso a essere pagati poco, mentre il costo della vita aumenta. โQuesta non รจ crescitaโ, scrivono, โma una cittร messa allโasta, pezzo per pezzo, mentre chi la tiene viva รจ costretto a lavorare in condizioni indecentiโ.
Il brand dell’anarchia
Via San Gregorio Armeno, che da secoli รจ uno dei simboli della Napoli artigiana e popolare, รจ diventata il simbolo di questa tensione. Ma non รจ sempre stato cosรฌ. Pasquale Belfiore, architetto e docente, ci dice al telefono: โAbito al centro storico dai primi anni Ottanta. Ricordo San Gregorio Armeno come โarea depressaโ che si animava per non piรน di un paio di settimane a Natale. Il carico attuale, cominciato nel secondo decennio del Ventunesimo secolo, รจ una novitร statistica del tutto ineditaโ.
Nonostante gli interventi di rigenerazione del centro storico napoletano avvenuti nei primi anni Novanta, in coincidenza col mitologico G7 del 1994 (Memorabile Bill Clinton che addenta una pizza, un gesto che racchiudeva tutte le speranze della globalizzazione dellโepoca), uno dei tratti piรน valorizzati nel racconto dellโesplosione turistica recente รจ stato proprio quello di una Napoli anarchica, disordinata e indomabile. Giร dai primi tempi dellโamministrazione guidata dal sindaco Luigi De Magistris, sui social comparivano spesso foto di strade stracolme di persone, tra gli scugnizzi che si lanciavano dal lungomare e lโammuina del centro storico.
Allโinizio era una reazione comprensibile, dopo gli anni del declino, della crisi dei rifiuti, del centro vuoto e malinconico, ma col tempo si รจ trasformata in una retorica stucchevole, con cui le amministrazioni hanno rivendicato una crescita dovuta anche a fattori fragili e in parte indipendenti dalle loro scelte, come gli attentati terroristici in Europa e le tariffe delle compagnie aeree low cost parecchio convenienti.
E quelle immagini, alla lunga, hanno finito per restituire piรน un senso di soffocamento che di apertura.


