[ad_1] Da lì in poi la bandiera russa non è più apparsa in contesti olimpici e paralimpici.Dopo Sochi, le Olimpiadi si sono tenute a Rio de Janeiro nel 2016. Prima dell’inizio dei Giochi, però, era scoppiato un grande scandalo doping…
Da lì in poi la bandiera russa non è più apparsa in contesti olimpici e paralimpici.
Dopo Sochi, le Olimpiadi si sono tenute a Rio de Janeiro nel 2016. Prima dell’inizio dei Giochi, però, era scoppiato un grande scandalo doping che ha visto il coinvolgimento di molti atleti russi. Secondo quanto emerso, lo sport russo era caratterizzato da un vero e proprio programma di “doping di Stato”, che aveva spinto, tra il 2011 e il 2015, circa un migliaio di atleti ad assumere sostanze dopanti.
Il programma aveva come principale obiettivo proprio le Olimpiadi di Sochi, nel corso delle quali erano stati falsificati numerosi test antidoping attraverso lo scambio, tra i vari atleti, di esami delle urine e del sangue. Un sistema di cui spesso neanche gli atleti erano al corrente.
Dopo questo pesante scandalo, la Wada, l’Agenzia antidoping internazionale, aveva sanzionato il Comitato olimpico russo con una squalifica di 4 anni, escludendo così tutti i suoi atleti dalle imminenti Olimpiadi del 2016.
Gli atleti russi sotto la “bandiera” ROC
In quel caso però il Cio aveva optato per “ammorbidire” la squalifica, dando il compito alle singole federazioni internazionali dei vari sport di valutare il da farsi, al fine di non punire tutti, indistintamente. Le federazioni di atletica leggera e di sollevamento pesi, ad esempio, avevano deciso di escludere del tutto ogni atleta russo.
Alle Olimpiadi invernali del 2018 a Pyeongchang e a Pechino nel 2022, oltre che a quelle estive di Tokyo svoltesi nel 2021, gli atleti russi che hanno dimostrato la propria estraneità allo scandalo doping hanno potuto partecipare ugualmente, rappresentando però non la Russia, ma il suo Comitato olimpico, tanto che le loro prestazioni sportive venivano accompagnate dalla sigla ROC, ovvero “atleti olimpici dalla Russia” e, in caso di medaglia, non è stato suonato l’inno ufficiale.
La squalifica sarebbe terminata prima delle Olimpiadi di Parigi 2024, ma alla fine di febbraio del 2022 c’è stata l’esplosione del conflitto e dell’invasione dell’Ucraina. A questo punto il Cio ha disposto una squalifica totale per tutti gli atleti russi e, in questo caso, anche bielorussi.
L’unica opzione di partecipazione permessa era quella di “atleti neutrali”, quindi senza bandiera e senza inno in caso di vittoria di una medaglia. Per ottenere questo status gli atleti dovevano dimostrare di non avere mai espresso il proprio supporto alle politiche belliche di Vladimir Putin e di avere collegamenti diretti con le forze armate di Russia o Bielorussia.
