A conferma, sono arrivate anche le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola: “Non prevediamo un contributo sostanziale dalle sinergie con Poste nel 2026”. E dalle slide presentate in occasione della conference call con gli analisti emerge che ammontano a 100 milioni l’anno le sinergie frutto del servizio Mvno per Poste (il completamento della migrazione dei clienti è atteso entro giugno). Vale invece 50 milioni l’anno la partita legata a energia e assicurazioni. “Altre aree di sinergia sono in discussione”.
Le aree di sinergia tra Poste e TimTim
Reti, energia e assicurazioni
In ambito telecomunicazioni è previsto entro l’anno il completamento della migrazione all’infrastruttura di rete mobile Tim da parte di Poste. “La base clienti Telco crescerà a 5,2 milioni (+5% rispetto al 2025, ndr), grazie alla migrazione verso la rete mobile di Tim e allo sviluppo della rete a banda ultralarga, supportata da nuove soluzioni di connettività e soluzioni integrate”, ha annunciato Poste. E allo sviluppo della partnership con Tim saranno dedicati diversi cantieri che consentiranno di lanciare nuove iniziative.
È già attiva sui circa 700 negozi Tim la vendita dell’offerta PosteEnergia mentre, nell’ultimo trimestre del 2025 Tim ha potenziato la propria offerta di protezione assicurativa per le pmi con le coperture cyber, catastrofali, tutela legale fornite dal Gruppo Poste Vita, e a partire dal primo trimestre 2026 è stato ampliato il perimetro ai clienti retail con le coperture casa e cyber. A fine 2025 inoltre è stata firmata una lettera di intenti per dare vita a una joint venture con Tim Enterprise, dedicata ai servizi IT basati sul cloud.
Poste pronta a entrare nel Polo strategico
Poste Italiane è in trattativa per acquisire una partecipazione pari al 20% del Polo strategico nazionale (Psn). “Nel Pns l’azionista chiave è Tim (con il 45%, ndr). E azionista del Polo è Cassa depositi e prestiti (il terzo azionista è Leonardo, ndr) che è anche nostro azionista. Acquisteremo la partecipazione da Cdp, il patrimonio è di qualche milione di euro, un piccolo investimento che ci può aiutare a supportare Tim nel processo in fieri di far migrare le PA italiane verso il cloud”, ha annunciato Del Fante nel puntualizzare che Poste non investirà direttamente nei data center con Tim. “Sappiamo che Tim sta prendendo in esame investimenti di questo tipo con fondi specializzati che si focalizzano specificamente su questa classe di asset”.


