Completato il test criogenico di NASA SLS per Artemis I, ora si analizzeranno i dati

da Hardware Upgrade :

Nella giornata di ieri avevamo scritto che oggi ci sarebbe stato il test criogenico del grande razzo NASA SLS per la missione Artemis I. Lo scopo era quello di verificare che la perdita di idrogeno liquido da uno dei connettori a disconnessione rapida che aveva bloccato il lancio il 3 settembre fosse effettivamente stato riparato (dopo i lavori degli scorsi giorni).

nasa sls

Come precisato in passato non si è trattato di un vero e proprio Wet Dress Reharsal (visto che quest’ultimo era stato completato in moltissimi aspetti nei mesi scorsi). Invece ci si è focalizzati proprio sul sistema quick disconnect riparato e in generale sulla nuova procedura di riempimento dei serbatoi dello stadio principale dello Space Launch System e dell’ICPS (lo stadio superiore) oltre che sul condizionamento dei quattro motori RS-25. Il test criogenico è stato eseguito, non senza però qualche imprevisto che ha fatto temere per un rinvio.

Il test criogenico di NASA SLS per la missione Artemis I

Intorno alle 13:00 di oggi qui in Italia, il direttore di lancio Charlie Blackwell-Thompson ha dato il comando per l’inizio delle operazioni di riempimento dei serbatoi del grande razzo spaziale. A destare particolare attenzione è il riempimento del serbatoio dello stadio principale con l’idrogeno liquido che ha una temperatura di -253°C ed è una “molecola insidiosa” in quanto riesce a insinuarsi all’interno dei materiali ed è facilmente infiammabile.

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Le operazioni sono cominciate con il raffreddamento delle linee per l’ossigeno liquido e il successivo riempimento lento del serbatoio dello stadio centrale di NASA SLS (intorno alle 15:00 eravamo al 5% del serbatoio). In quel momento si è iniziato anche a raffreddare le linee per l’idrogeno liquido e nel mentre si è cominciato con il caricamento dell’idrogeno liquido.

Quando erano circa le 16:00 (ora italiana) il serbatoio dell’ossigeno liquido era al 32% e stava per iniziare il riempimento rapido. Poco dopo le 16:00 è stata però identificata una perdita di idrogeno liquido nella zona dove era stata identificata durante il tentativo di lancio del 3 settembre e hanno bloccato così il caricamento del propellente.

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Una soluzione per la perdita di NASA SLS

La procedura ha previsto di riscaldare le linee e riprovare con il caricamento per vedere se le guarnizioni potessero tornare in posizione e quindi bloccare la perdita. Dopo alcune prove si è ripreso il caricamento dell’idrogeno liquido all’interno del serbatoio dello stadio centrale di NASA SLS riducendo però la pressione. Inoltre è iniziato il condizionamento dei motori RS-25.

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Poco prima delle 18:00 il serbatoio dell’ossigeno liquido era pieno al 92% mentre quello dell’idrogeno liquido era al 24%. Poco dopo le 18:00 la NASA ha comunicato che la perdita di idrogeno era inferiore rispetto a quella del 3 settembre e inizialmente era stimata sotto l’1% per poi salire intorno al 3,4% quando è aumentata la pressione (al 4% le operazioni sarebbero state fermate).

Alle 19:11 invece si è raggiunto il massimo livello di caricamento dell’idrogeno liquido, mai raggiunto durante i tentativi di lancio precedenti (intorno alle 18:50 invece era stato completato il riempimento dell’ossigeno liquido). La perdita si è assestata a valori intorno allo 0,5%.

Tutti i serbatoi di NASA SLS sono stati riempiti

Poco prima delle 19:40 invece è stato comunicato che entrambi i serbatoi dello stadio centrale erano stabili e la perdita era gestibile. La squadra ha così puntato a iniziare le procedure per il riempimento dello stadio superiore (ICPS). Alle 21:08 il serbatoio dell’ossigeno liquido dello stadio superiore era pieno al 50%. Bisogna ricordare che in passato l’ICPS non ha mai dato problemi.

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Alle 21.47 i serbatoi di NASA SLS (sia stadio centrale che superiore) erano completamente pieni e anche il flusso dell’idrogeno liquido diretto verso i motori era corretto nonostante una perdita (che ha raggiunto il 5%) riscontrata durante il test di pre-pressurizzazione. Il problema è rimasto legato alla perdita dallo stadio centrale che è aumentata (al 4%) con la pressione ai livelli di quella che si sperimenterà durante il lancio. Il test di pre-pressurizzazione è stato poi completato con successo (intorno alle 21:55) raggiungendo pressioni e temperature desiderati nonostante le due perdite rilevate.

Alle 22:30 circa è stata dichiarata la fine del test criogenico dello Space Launch System per Artemis I con la squadra che ha iniziato a svuotare i serbatoi. Ora bisognerà avere una revisione completa dei dati e capire se l’Eastern Range darà il suo assenso a prolungare la durata della certificazione del sistema FTS per le finestre di lancio del 27 settembre o 2 ottobre.


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