La multa a Cloudflare causa Piracy Shield – o meglio, causa mancata ottemperanza a Piracy Shield – ĆØ una vicenda ancora più ingarbugliata e rappresentativa del pasticcio che ĆØ lo scudo nazionale anti-pirateria di cui l’Italia si ĆØ dotata nel 2023. La societĆ tecnologica statunitense, che si occupa di servizi di rete fondamentali per far funzionare internet cosƬ come siamo abituati, ha ricevuto giovedƬ 8 gennaio 2026 una sanzione di 14 milioni dall’AutoritĆ garante delle comunicazioni (Agcom) per il mancato rispetto delle norme nazionali contro la pirateria informatica.
Cloudflare ĆØ una di quelle aziende di cui, quando va tutto bene, non si sente parlare. Nelle scorse ore, però, il suo amministratore delegato, Matthew Prince, ha rammentato a noi italiani che se Cloudflare si ferma, si ferma anche quel magico mondo digitale su cui trascorriamo gran parte del nostro tempo, tra lavoro e diletto. Ć vero, come ci ricordano le conseguenze dell’incidente che ha messo ko molti servizi internet a metĆ novembre a livello mondiale. Secondo il manager la multa ĆØ ingiusta, perciò minaccia pubblicamente via X di spegnere i suoi servizi in Italia. E di non fornire assistenza alla protezione cyber dei Giochi di Milano-Cortina. Con un approccio e toni minatori sbagliati, nonostante chi scrive ammonisca sui problemi di Piracy Shield dalla prima ora.
Il peccato originale
Fossero solo i toni di Prince. In questa storia ci sono tante cose sbagliate. La prima, il peccato originale, ĆØ Piracy Shield. Un meccanismo di contrasto alla pirateria online che ignora le regole base di come funziona internet. Su Wired lo abbiamo raccontato molte volte, ma ribadiamolo per chi ancora non conoscesse le specifiche. Piracy Shield ĆØ una piattaforma donata nel 2023 dalla lega calcio ad Agcom, sulla quale le aziende che detengono i diritti di partite di calcio, competizione sportive e, da poco, di film, serie tv ed eventi live, caricano gli indirizzi Ip delle trasmissioni pirata. Gli operatori di rete a quel punto hanno 30 minuti di tempo per oscurare gli indirizzi, pena essere ritenuti responsabili degli streaming illegali.
Tutto bellissimo (ĆØ ironico, Ƨa va sans dire) se non fosse che Piracy Shield non tiene conto di alcuni āpiccolissimiā dettagli di come ĆØ fatta internet. Su uno stesso indirizzo Ip possono insistere più risorse, quindi mentre si azzera lo streaming pirata si buttano giù anche decine di siti innocui. Ć successo (peraltro senza che le vittime ricevessero una notifica). Se si carica un indirizzo per errore che non sia nelle liste di esclusione e nessuno se ne accorge, possono venire giù pezzi importanti di rete. Ć successo con Google e la sola fortuna di Agcom e di Dazn, il segnalatore incriminato, ĆØ che sia successo la notte di un sabato e non in un giorno di lavoro in cui tutti siamo dietro a email, calendari, drive e compagnia cantante. Gli indirizzi Ip oggi sono dinamici. Se me ne spegni uno, sposto il mio streaming illegale su un altro che funziona. Ć la regola con cui i promotori di streaming pirata aggirano lo scudo italiano, trasformandolo in un guardie e ladri in loop (in cui i ladri stanno sempre un passo avanti).
Uno strumento che non funziona
Con queste premesse ĆØ chiaro che Piracy Shield serva a poco. I numeri che lāAutoritĆ sbandiera sugli indirizzi Ip bloccati (14mila) dicono nulla. Primo, perchĆ© ĆØ come se la polizia locale che fa controlli a tutto spiano sulle strade un weekend rendesse noto alla fine di aver controllato Xmila macchine. Ok, bene, ma a cosa sono serviti i controlli? Quante patenti ritirate? Quante revisioni scadute? Quanti conducenti trovati in stato di ebbrezza? Non basta dirmi quanti Ip blocchi.
Secondo: perchĆ© siccome questa falla di Piracy Shield ĆØ nota, dopo 6 mesi gli Ip bloccati vengono sbloccati. Altrimenti tutte le risorse āpuliteā finite nelle rete verrebbero oscurate per sempre per gli utenti italiani. Peraltro le indagini sul sistema del pezzotto (in gergo, i dispositivi per vedere film e sport in maniera pirata) niente hanno nulla a che fare con Piracy Shield e non ne traggono alcun beneficio.


