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Con la videosorveglianza algoritmica, l’intelligenza artificiale entra nei negozi francesi

di webmaster | Mar 13, 2026 | Tecnologia


Nonostante queste specifiche, gli esperti del tema si allarmano, preoccupati di come i dati personali dei cittadini potrebbero essere conservati e utilizzati, della compatibilità della legge con l’AI Act europeo e di come l’ingresso della VSA nei negozi potrebbe portare ad una sorveglianza generalizzata.

Un nuovo passo a favore del mercato e contro le libertà?

In Francia potete già entrare in negozi dove la VSA è utilizzata, anche se attualmente è illegale”, spiega Noemi Levain. “Alla Quadrature abbiamo già detto che è illegale, così come il Consiglio di Stato e la Cnil. Nonostante ciò, il Parlamento vuole ora legalizzare questo utilizzo della videosorveglianza algoritmica. È ancora una volta la vittoria del mercato contro le libertà personali”.

La presenza della VSA nei negozi è effettivamente confermata dal deputato Paul Midy, che, intervistato da Wired Italia, parla di circa 2000-3000 negozi che utilizzano queste tecnologie. Midy afferma che la videosorveglianza algoritmica “consente di ridurre i furti dal 20 al 50%, ad un costo accessibile per tutti, ovvero circa 20 euro al mese. Si tratta di una soluzione concreta e semplice per sostenere i commercianti e combattere efficacemente i furti”.

E poi di nuovo le Olimpiadi (2030)

In realtà, le precedenti sperimentazioni, come quelle compiute nel periodo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, hanno mostrato risultati giudicati tendenzialmente mediocri, come si evince anche da un rapporto parlamentare di marzo 2025. Nonostante ciò la stessa sperimentazione sarà probabilmente prolungata anche durante il periodo delle prossime Olimpiadi invernali, che saranno ospitate proprio dalla Francia nel 2030.

Secondo Noemi Levain l’approccio seguito dalla Francia non è quello corretto: invece di sanzionare gli attuali utilizzi della videosorveglianza algoritmica che avvengono fuori dal quadro giuridico, la politica sta andando verso gli interessi delle aziende di videosorveglianza legalizzando una pratica che, per ora, è illegale. “Il meccanismo consiste nel far prevalere gli interessi economici sulle libertà”, dice.

Secondo la giurista il rischio nell’implementare questo tipo di tecnologie nella vita di tutti i giorni è anche quello di una “sorveglianza permanente e di controllo sociale”.

A queste preoccupazioni, Paul Midy risponde che la VSA non è il nuovo Big brother, bensì “uno strumento mirato per proteggere i commercianti da una realtà economica molto difficile. Questi dispositivi non effettuano né il riconoscimento facciale né la biometria. Analizzano solo comportamenti o movimenti considerati sospetti, ad esempio un gesto ripetitivo di occultamento della merce”. Il deputato afferma che “il quadro normativo è rigoroso e conforme alle raccomandazioni della Cnil e del Rgpd”, nonostante la Cnil abbia in realtà già dichiarato più volte illegali questi utilizzi della VSA fuori da un quadro legislativo.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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