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Concorde, 50 anni dal primo volo dell’aereo supersonico che cambiò l’aviazione civile

di webmaster | Gen 21, 2026 | Tecnologia


Dall’altro, a fronte dei costi, il modello di business non poteva funzionare. Il Concorde operò dal 1976 al 2003, per 27 anni complessivi di vita operativa commerciale, soprattutto su rotte di prestigio come Parigi–New York e Londra–New York. I costi di sviluppo furono enormi, coperti in larga misura da fondi pubblici; le spese non furono mai completamente recuperate e il programma, come investimento complessivo, fu economicamente in perdita.

Il Concorde tra successi e insuccessi

Il modello di business si basava su un numero ridotto di passeggeri ad altissima redditività, spesso uomini d’affari e clientela di lusso, disposti a pagare molto per dimezzare il tempo di viaggio. A livello operativo, però, consumava molto carburante per passeggero‑chilometro, con costi di manutenzione e gestione elevatissimi rispetto ai jet subsonici contemporanei. I conti, insomma, non tornavano.

Nonostante questo, le due compagnie riuscirono in alcuni periodi a rendere la linea Concorde profittevole sul puro esercizio, grazie alle tariffe premium, ma il margine era fragile e molto sensibile a crisi economiche, prezzo del petrolio e vincoli operativi che furono molto rigidi.

Se economicamente non ha mai realmente funzionato, i risultati tecnologici e industriali furono però notevolissimi: il Concorde era una vetrina naturale per mostrare le capacità industriali dell’industria aerospaziale anglo-francese del dopoguerra: la ricerca sull’aerodinamica ad alte velocità, la gestione termica della struttura, la progettazione di motori capaci di tenere un regime supersonico per ore, i materiali ma anche i processi altamente sofisticati (leghe resistenti alle alte temperature, progettazione assistita dal computer) che influenzarono l’industria aeronautica civile e militare europea.

Il programma del Concorde fu anche la prova generale che portò poi alla nascita e crescita di Airbus come grande costruttore europeo, permettendo a Francia e Regno Unito di affermarsi come potenze tecnologiche autonome rispetto al predominio aeronautico statunitense, in un periodo in cui la supremazia tecnologica era anche un elemento di potere geopolitico. Il nome stesso “Concorde”richiamava la cooperazione e l’armonia fra i due paesi, divenendo icona della modernità europea degli anni ’70 e ’80.

Il volo inaugurale del Concorde nel 1976

Il volo inaugurale del Concorde nel 1976

Marc Garanger/Getty Images

Gli Usa non riuscirono a creare un aereo di linea supersonico, anche se ci provarono con il Boeing 2707 (e per questo, paradossalmente, impedirono i voli supersonici sul territorio americano per “motivi di tutela dell’ambiente”: rumore, inquinamento, strato di ozono). L’Unione sovietica ci provò con il Tupolev Tu-144, chiamato dalla stampa dell’epoca “Konkorkoski” perché palesemente “ispirato” all’aereo franco-britannico. Un incidente al Salone di Parigi del 1973 e vari problemi operativi però lo mandarono presto in soffitta il velivolo di Mosca.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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