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Il Consiglio d’Europa chiede maggiore trasparenza e un controllo più rigoroso degli algoritmi delle piattaforme online, perché, evidenzia “nell’attuale ecosistema digitale, una manciata di potenti piattaforme determina ciò che gli utenti vedono e con cui interagiscono attraverso sistemi opachi e privi di controlli”. “Un design orientato al profitto”, indica l’organizzazione paneuropea “va troppo spesso a discapito dei diritti degli utenti e dell’integrità delle informazioni, e ciò può esporre le persone a rischi significativi, tra cui le molestie e la disinformazione, e le priva degli strumenti necessari per prendere decisioni consapevoli riguardo alla propria esperienza online”.

L’esecutivo dell’organizzazione, che rappresenta i governi degli Stati membri, ha quindi pubblicato una raccomandazione, in cui si sottolinea che “un approccio basato sui diritti umani, incentrato sui principi di legalità, necessità e proporzionalità e che abbia come fondamento la sicurezza attraverso l’empowerment, è essenziale per garantire che le misure adottate a tutela degli utenti e dei creatori di contenuti non limitino inavvertitamente o in modo sproporzionato la libertà di espressione e altri diritti”.

Con la raccomandazione si chiede tra l’altro di rafforzare il controllo su come le piattaforme che ospitano contenuti generati dagli utenti, in particolare quelle di grandi dimensioni, progettano le proprie interfacce e i propri algoritmi, nonché valutano e gestiscono i rischi che il loro uso comporta per i diritti umani degli utenti e i processi democratici. Questo controllo si indica deve essere affidato ad autorità pubbliche indipendenti e alla società civile.

Nella raccomandazione si ribadisce che la tutela degli utenti e solide garanzie a tutela della libertà di espressione devono essere parte integrante delle norme in materia di responsabilità delle piattaforme. Nel testo si indica che deve essere creato un ambiente favorevole alla libertà di espressione online in cui tutti, comprese le donne, i bambini e altri gruppi esposti a rischi maggiori, possano partecipare liberamente e in sicurezza.

La raccomandazione offre agli Stati indicazioni chiare in merito alla legislazione, alla regolamentazione e alle prassi da adottare per affrontare i rischi e i danni online, quali la disinformazione, l’incitamento all’odio, le molestie e la discriminazione algoritmica, e definisce una serie di principi che chiariscono le rispettive responsabilità degli Stati, delle piattaforme online e dei creatori di contenuti. 
   

FP