Conte e gli altri: chi può diventare il nuovo presidente del Consiglio?


Il Movimento 5 stelle chiede che venga riconfermato, ma non è detto, mentre le candidature di Roberto Fico, Luigi Di Maio e gli “outsider” Enrico Giovannini e Marta Cartabia sembrano evaporate

Il presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte (foto: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Da quando il premier uscente Giuseppe Conte ha dato le dimissioni lo scorso 20 agosto, ufficializzando la crisi aperta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini dodici giorni prima, il presidente della Repubblica ha dato infatti il via alle consultazioni, si sono aperti diversi scenari, tra i quali un governo gialloverde bis, un esecutivo tecnico, una nuova alleanza governativa tra Movimento 5 stelle e Partito democratico e un ritorno alle urne. In caso di nuovo governo, ci sarà un nuovo presidente del Consiglio: chi sarà? Abbiamo provato a riassumere le ipotesi più quotate degli ultimi giorni.

Luigi Di Maio

Uno dei primi nomi che sono stati fatti sul futuro presidente del Consiglio è quello di Luigi Di Maio, attuale capo politico del Movimento 5 stelle, nonché ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. Se ricevesse l’incarico, potrebbe diventare il premier più giovane della storia , essendo nato nel 1986.

L’ipotesi che possa essere lui a guidare il nuovo esecutivo è iniziata a circolare il 16 agosto, quattro giorni prima che Conte desse le dimissioni. Quella mattina, il senatore del Pd ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva ventilato un’ipotesi accreditata da diversi report: l’offerta della Lega di Salvini di un premierato a Di Maio, in cambio della continuazione del governo. Il M5s ha sempre smentito questa ipotesi, dicendo che era “totalmente falsa”.

Giuseppe Conte

I pentastellati vorrebbero che a guidare il nuovo governo fosse il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e negli ultimi giorni hanno imposto il suo rimanere in sella come condizione per siglare una nuova alleanza con il Partito democratico. Conte piace anche al fondatore del movimento Beppe Grillo che il 23 agosto ha elogiato l’autoproclamatosi “avvocato del popolo” con un post sul suo blog che si concludeva con queste parole: “Qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia”.

Il leader del Pd Nicola Zingaretti si è opposto a questo diktat, dicendo che il nuovo esecutivo sarebbe dovuto nascere all’insegna della discontinuità col precedente: questa mattina Zingaretti ha ripetuto che “si può trovare una soluzione seria” ma serve un “governo di svolta”, con contenuti e una squadra diversi dalla precedente. Secondo un report de La Stampa, ora il segretario avrebbe provato a sparigliare le carte accettando Conte, ma senza Di Maio nella squadra di governo.

I renziani sono i più favorevoli all’accordo col Movimento 5 stelle nonostante gli scontri passati, ma anche altri esponenti storici del partito del Nazareno – come Dario Franceschini – stanno facendo pressione affinché la trattativa prosegua e non si blocchi sul nome di Conte.

Lo stesso presidente del Consiglio dimissionario, infine, si è proposto come guida di un nuovo esecutivo. Da Biarritz, in Francia, dove si trovava per partecipare al G7, Conte ha escluso ogni governo bis con la Lega e ha detto che sarebbe stato disposto a ritornare sui suoi passi sui decreti sicurezza, aprendo quindi a una delle condizioni poste sul tavolo dallo stesso Pd all’inizio della trattativa.

Roberto Fico

Nel weekend è emerso anche il nome di Roberto Fico come possibile presidente del Consiglio dei ministri. Tra i dirigenti più importanti del Movimento 5 stelle, Fico è considerato il rappresentante dell’ala più a sinistra dei pentastellati, ed è il presidente della Camera in carica.

Secondo alcuni retroscena, la sua candidatura era appoggiata da una parte dei pentastellati ed era gradita al Partito democratico. Fonti vicine alla presidenza della Camera dei deputati hanno però smentito tutte le voci che erano circolate a questo proposito, dicendo che Fico intende rimanere al suo posto.

Gli altri

Prima che la riconferma di Giuseppe Conte diventasse una condizione sine qua non per la nascita di un nuovo governo giallorosso (guidato cioè dal Movimento 5 stelle e dal Partito democratico), sui giornali erano apparsi anche altri nomi per la presidenza del Consiglio, a partire da alcuni retroscena.

Tra i papabili, secondo Repubblica, ci sarebbero stati Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione; l’economista Carlo Cottarelli, già convocato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per guidare un governo tecnico nel 2018, prima che si formasse quello appena caduto; l’ex ministro del Lavoro e presidente dell’Istat Enrico Giovannini; Valerio Onida e Giovanni Maria Flick, ex presidenti della Corte Costituzionale; gli ex presidenti del Consiglio Paolo Gentiloni ed Enrico Letta, e infine due donne: Paola Severino, ex ministro della Giustizia del governo Monti e Marta Cartabia, vicepresidente della Corte Costituzionale.

Per ora, però, le chance che qualcuno di loro diventi premier sembrano ridotte al lumicino. Questo pomeriggio, intanto, alcuni rappresentati del Movimento 5 stelle si riuniranno a Roma per un summit con il fondatore Beppe Grillo e domani – quando Mattarella darà il via al secondo round di consultazioni – alle 18 si terrà una nuova direzione del Partito democratico. Se i due partiti non riusciranno a mettersi d’accordo, il presidente della Repubblica potrebbe dar vita a un esecutivo tecnico che guidi il paese fino alle nuove elezioni.

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