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Cosa dice il piano di pace in 20 punti che Trump e Zelensky hanno discusso, con i nodi irrisolti del Donbas e di Zaporizhzhia

di webmaster | Dic 29, 2025 | Tecnologia


La diplomazia accelera. Il piano di pace in 20 punti elaborato da Kyiv insieme agli Stati Uniti è arrivato sul tavolo dell’incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente americano Donald Trump, tenutosi domenica 28 dicembre nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida. Il documento, presentato ai giornalisti lunedì 23 dicembre, costituisce la controproposta ucraina al piano originario a 28 punti avanzato dall’amministrazione Trump prima del Ringraziamento. Secondo quanto dichiarato da Zelensky al termine dell’incontro, i negoziatori hanno concordato circa il 90% del contenuto, anche se permangono divergenze sul controllo territoriale del Donbas e sul destino della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Un documento che riscrive i termini del negoziato

Il piano di pace in 20 punti tenta di bilanciare le esigenze di sicurezza dell’Ucraina e le pressioni americane per una rapida conclusione del conflitto. Il primo elemento afferma la sovranità dell’Ucraina, un principio che Mosca ha contestato fin dall’invasione su larga scala del febbraio 2022. Il secondo punto prevede un accordo di non aggressione tra Russia e Ucraina, monitorato attraverso un sistema di sorveglianza satellitare per individuare tempestivamente violazioni. Rispetto al piano originario a 28 punti, il nuovo documento presenta modifiche sostanziali: è stata eliminata la clausola che obbligava Kyiv a inserire nella costituzione il divieto permanente di adesione alla Nato, ed è stata rimossa l’amnistia automatica per i crimini di guerra.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le garanzie di sicurezza. Il quinto punto prevede che Stati Uniti, Nato e paesi europei firmatari forniscano protezioni simili all’articolo 5 del Trattato atlantico, la clausola di difesa collettiva dell’Alleanza. In caso di nuova aggressione russa, scatterebbero una risposta militare coordinata e il ripristino delle sanzioni internazionali. Le garanzie verrebbero annullate qualora l’Ucraina attaccasse il territorio russo senza provocazione. Il documento stabilisce inoltre che l’esercito ucraino possa mantenere una forza di 800mila effettivi in tempo di pace, contro i 600mila previsti dalla proposta americana originaria.

Il piano affronta anche l’integrazione europea. Kyiv chiede una data precisa per l’ingresso nell’Unione europea, indicando il 2027 o il 2028. Sul versante economico, il documento prevede un fondo da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione e investimenti americani nelle infrastrutture del gas ucraino. L’accordo dovrebbe essere ratificato dal parlamento ucraino o sottoposto a referendum popolare entro 60 giorni.

I nodi irrisolti del Donbas e della centrale nucleare

Le questioni territoriali rimangono l’ostacolo più complesso. Il punto 14 del documento prevede che nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson la linea delle posizioni militari al momento della firma venga riconosciuta come linea di contatto de facto. La proposta a 28 punti chiedeva all’Ucraina di ritirarsi dalle aree del Donetsk ancora sotto il suo controllo. Zelensky ha respinto l’ipotesi, insistendo su un ritiro reciproco. Gli Stati Uniti stanno cercando un compromesso attraverso zone economiche speciali sorvegliate da forze internazionali, ma il Cremlino continua a rivendicare il controllo totale del Donbas.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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