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Cosa prevede la nuova legge israeliana sulla pena di morte per terrorismo (ma solo se sei palestinese)

di webmaster | Mar 31, 2026 | Tecnologia


La Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato una nuova legge che prevede la pena di morte per terrorismo, ma solo per i palestinesi. Il testo, presentato dall’ala più estremista della coalizione di governo, è stato approvato con 62 voti a favore e 48 contrari e anche il premier Benjamin Netanyahu ha votato a favore. Il campo di applicazione riguarda gli atti di terrorismo contro cittadini israeliani che causano la morte di almeno una persona ed è prevista la pena capitale come sanzione predefinita per i palestinesi della Cisgiordania.

In Israele esiste già la pena di morte per alcune tipologie di reati ma l’ultima esecuzione risale al 1962. Amnesty International ha sottolineato che la nuova legge “rafforza il sistema israeliano di apartheid e anche la comunità internazionale, a parte gli Stati Uniti, ha condannato il nuovo provvedimento.

La pena di morte per terrorismo

La legge contro i palestinesi

Lo scorso novembre il Comitato per la sicurezza nazionale israeliano, su iniziativa del ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, aveva approvato un emendamento al codice penale per introdurre la pena di morte per il reato di terrorismo nel caso di attacchi letali contro cittadini israeliani. “L’obiettivo è sradicare il terrorismo e creare un forte deterrente”, aveva sottolineato il ministro, che da mesi gira con una spilla a forma di cappio attaccata alla giacca per promuovere il provvedimento. Il 30 marzo il testo, dopo una prima approvazione la settimana precedente, è stato discusso in parlamento e ha ottenuto l’approvazione definitiva con 62 voti a favore, compreso quello del premier Benjamin Netanyahu, e 48 contrari.

Dopo l’approvazione della legge, che ora potrà essere fermata solo dalla Corte suprema, il parlamento israeliano si è lasciato andare a lunghi festeggiamenti e applausi. “Da oggi, ogni terrorista lo saprà, e lo saprà il mondo intero, che chiunque toglie la vita a qualcuno, lo Stato di Israele gli toglierà la vita”, ha affermato il ministro Ben Gvir, che ha stappato champagne per celebrare il momento. In Israele è già prevista la pena di morte per i reati di tradimento, genocidio, crimini contro l’umanità e crimini contro il popolo ebraico in tempo di guerra ma è dal 1962 che non avviene un’esecuzione. L’ultima toccò al criminale nazista Adolf Eichmann, che venne impiccato nella prigione di Ramla e le cui ceneri vennero poi disperse nel mar Mediterraneo, fuori dalle acque territoriali israeliane.

Cosa prevede nel dettaglio

La nuova legge prevede che “chiunque causi la morte di un cittadino israeliano con l’intento di mettere fine all’esistenza dello stato d’Israele sarà condannato a morte o all’ergastolo”. La dicitura rende chiaro come l’obiettivo sia colpire unicamente le persone palestinesi accusate di “terrorismo”.

Nel caso degli abitanti palestinesi della Cisgiordania occupata, giudicati esclusivamente dai tribunali militari israeliani, sarà comminata di default la pena di morte e non ci sarà alcun modo di fare appello, ottenere la grazia o la commutazione dell’esecuzione in un ergastolo. Per quanto riguarda i palestinesi che vivono in Israele e che hanno cittadinanza israeliana saranno i giudici civili a pronunciarsi e potranno, in circostanze eccezionali, commutare la pena capitale nell’ergastolo, con anche la possibilità per il ministro della Difesa di esprimere un parere in merito. Per arrivare alla condanna capitale non sarà necessaria una richiesta da parte dei pubblici ministeri e sarà sufficiente un voto favorevole della maggioranza dei giudici, senza unanimità. La legge prevede l’esecuzione per impiccagione che dovrà avvenire entro 180 giorni dalla sentenza. Un limite temporale ristrettissimo che rende molto difficile per il condannato fare appello.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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