Nella serata dell’11 marzo la base militare italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, c’è stata un’esplosione. Non è chiaro se si sia trattato di un missile o un drone, né se la responsabilità sia stata dell’Iran o delle milizie filoiraniane dell’Iraq.
L’attacco non ha causato vittime nel contingente di trecento militari e i danni sono stati contenuti. Ma è la prima volta dall’inizio della guerra israelo-statunitense contro l’Iran che l’Italia si trova a essere obiettivo di una rappresaglia, nonostante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ribadisca che non siamo in guerra. “La situazione a Erbil è incerta e nelle prossime ore la città potrebbe essere attaccata nuovamente dopo che l’esercito statunitense ha colpito alcune postazioni delle milizie filoiraniane nella regione”, spiega a Wired Italia Giovanni Mascaretti, ricercatore universitario presso la British International University di Erbil.
L’attacco a Erbil
L’annuncio dell’attacco contro la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, è arrivato poco dopo le ore 23:00 dell’11 marzo. A darlo è stato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, ospite a Realpolitik su Rete4, che ha fatto riferimento a un messaggio ricevuto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Un missile ha appena colpito la nostra base a Erbil, non sa ancora con che esito”, ha letto dal cellulare Bonelli, anticipando di fatto l’annuncio ufficiale che ci si aspettava, come d’abitudine in queste situazioni, potesse arrivare direttamente dal governo.
Con il passare dei minuti sono state raccolte e diffuse maggiori informazioni. “Stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker”, ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene. Sono costantemente aggiornato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Comandante del COVI“, la nota diffusa dal ministro della Difesa, Guido Crosetto.
L’attacco ha colpito l’area del ristorante della base italiana di Erbil. L’impatto ha causato un’esplosione e poi un incendio che ha coinvolto due automezzi, secondo la ricostruzione del quotidiano La Repubblica. Se non ci sono state vittime è perché l’allarme era già arrivato diverse ore prima e i militari avevano avuto il tempo di mettersi al sicuro nel bunker. “Siamo ancora nei bunker perché continua ad esserci una minaccia”, aveva dichiarato nella mattinata del 12 marzo il comandante Stefano Pizzotti.
Cosa ci fa il contingento italiano in Iraq
La base militare italiana a Erbil si chiama Camp Singara e si trova nei pressi dell’aeroporto civile della città del Kurdistan iracheno, oggi chiuso a causa dei ripetuti attacchi con droni e missili dall’Iran ma anche dalle milizie filoiraniane presenti in Iraq.


