Molti droni, soprattutto quelli impiegati per ricognizione o attacchi di precisione, trasmettono immagini video e ricevono comandi attraverso questa rete. Come sottolinea il New York Times, la disponibilità di Starlink incide direttamente sull’efficacia delle operazioni, anche se il collegamento non avviene fisicamente su ogni drone. Senza questa infrastruttura, la capacità di coordinamento e di raccolta di informazioni sul campo si riduce sensibilmente, rendendo la rete satellitare uno strumento centrale nella logistica e nel comando.
Il ruolo controverso di Starlink nel conflitto russo-ucraino
Dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, Starlink è diventato uno degli strumenti tecnologici più discussi del conflitto, passando da semplice supporto d’emergenza a infrastruttura strategica per le comunicazioni militari ucraine. Fornito inizialmente su richiesta di Kiev per garantire connettività in aree isolate o colpite dai bombardamenti, il sistema ha permesso di mantenere operative le linee di comando e controllo, collegare unità sul campo e supportare operazioni di ricognizione con droni.
Elon Musk, consapevole delle sensibilità politiche e del rischio che il servizio venisse percepito come parte attiva del conflitto, ha imposto limitazioni all’uso della rete per alcune operazioni offensive, sostenendo in passato che Starlink non doveva trasformarsi in un’arma diretta, e ha chiesto garanzie finanziarie al governo statunitense per coprire i costi di gestione e continuare la fornitura del servizio.
Dall’inizio della guerra, diverse inchieste giornalistiche e report di analisti hanno documentato come terminali Starlink non solo siano stati usati dall’esercito ucraino, ma siano finiti anche nelle mani delle forze russe, spesso attraverso reti parallele o intermediari. Il governo ucraino ha affermato di aver trovato terminali Starlink montati su droni d’attacco russi, una scoperta che lo ha spinto a chiedere a SpaceX di intervenire per bloccare il loro uso non autorizzato nel teatro operativo, secondo l’agenzia di stampa Reuters, che cita una fonte di Kiev impegnata nella compilazione della “whitelist” per identificare e disattivare quelli russi.


