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Cosa significa essere una società di pagamenti oggi secondo Mastercard

di webmaster | Mar 20, 2026 | Tecnologia


Wired ha avuto la possibilità, in esclusiva per il nostro paese, di visitare il quartier generale europeo di Mastercard a Waterloo, alle porte di Bruxelles. Parigi, Amsterdam, Londra sono a poco più di un paio d’ore di treno. Ma a meno di trenta minuti d’automobile ci sono gli uffici della Commissione europea, che decidono le regole continentali che le attività finanziarie e digitali devono seguire. Un’occasione per chiedere lumi su quello che sarà il futuro di un settore che sta attraversando una profonda rivoluzione. Decisioni difficili da prendere. Che richiedono un cambiamento del modello di business, cioè del modo di fare affari storico.

La società americana è basata, nomen omen, a Purchase, nello stato di New York. In italiano si traduce con acquisto. Si tratta di un gigante fondato nel 1966, attivo in tutto il mondo, con un fatturato di 32,8 miliardi di dollari e 15,4 miliardi di dollari di ricavi nel 2025 (in crescita rispetto ai 13,5 del 2024). I dipendenti sono circa 35mila dipendenti, di cui 9mila nella sola Europa. Le transazioni gestite nel 2025 sono state 174 miliardi.

Nonostante i conti in ordine, il settore non attraversa un momento facile, in prospettiva. Ci sono l’impatto dell’intelligenza artificiale e la cybersecurity da gestire, la risposta alle truffe, la gestione degli agenti Ai – sempre più diffusi – e quella dei falsi positivi. Ci sono le intromissioni della politica, in aumento in un mondo sempre più deglobalizzato e privo di coordinamento. Ci sono, e non sono da poco, importanti questioni relative all’esclusione finanziaria e all’etica degli algoritmi. E poi la minaccia rappresentata (per l’azienda) dalle criptovalute, dalle stablecoin e dell’euro digitale, anche se quest’ultimo amplia le possibilità di scelta del consumatore. Non solo. Lo spazio di mercato è sempre più stretto. Un pianeta non è abbastanza, se buona parte di mondo si è decisa a ignorare i sistemi di pagamento occidentali: Cina e India (oltre tre miliardi di persone), ma anche l’Africa, dove vanno forte le app per cellulare, come la kenyana Mpesa. Una constatazione che riduce le prospettive e restringe, di fatto, il mercato all’Occidente. Trovare l’assetto giusto per i prossimi dieci anni non sarà facile.

Lontano dal caos

A Waterloo la confusione dei distretti finanziari è lontana. Il quartier generale europeo si trova in un luogo importante per la storia europea, quello in cui Napoleone fu sconfitto. Oggi ci sono tanto verde e molte case. Il clima rilassato aiuta a ragionare, ma piccoli segnali rivelano molto delle priorità. La parola che si sente pronunciare di più è cybersecurity, e, in effetti, nel corso della visita, diversi dipendenti si affrettano ad apporre pellicole di sicurezza sugli schermi di propri laptop quando ci avviciniamo. Precauzioni sensate. Il chip presente su tutte le carte di credito è stato creato qui, in queste stanze”, ci viene raccontato appena arrivati, “e anche la tecnologia contactless. Oggi, in questo stesso luogo, ci sono alcuni dei migliori crittografi del mondo”. Per la presidente di Mastercard Europe Kelly Devine, ex di American Express – il mondo del business è piccolo – le questioni sul tavolo sono tante.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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