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Cosa sta succedendo dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran

di webmaster | Feb 28, 2026 | Tecnologia


Trump ha poi aggiunto: “Potremmo subire delle perdite, come succede in guerra, ma lo facciamo per il futuro, ed è un fine nobile”. Rivolgendosi alla Guardia della rivoluzione e alle forze armate iraniane, ha chiesto di deporre “le armi o affronterete una morte certa. Il presidente degli Stati Uniti ha anche rivolto un appello alla popolazione iraniana, invitandola a prendere “il controllo del vostro governo. L’ora della libertà è vicina”.

Decine di attacchi statunitensi sono stati lanciati da basi USA in Medio Oriente e da portaerei nella regione, colpendo impianti missilistici e centri di comando iraniani in coordinamento con le forze israeliane. Trump ha annunciato che parlerà al suo popolo nelle prossime ore per spiegare le ragioni degli attacchi, gli obiettivi strategici e l’evolversi della crisi, in un discorso destinato a chiarire la posizione americana.

Come sta rispondendo l’Iran

Intanto sugli iraniani è calato la scure del blocco di internet, mentre il regime ha cominciato a rispondere con un’ondata di missili balistici con direzione Israele.

Il Supremo consiglio per la sicurezza nazionale ha dichiarato che “le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno avviato una risposta schiacciante alle loro azioni maligne e terranno costantemente informato il caro pubblico“. La comunicazione è arrivata in una nota diffusa dall’agenzia stampa Mehr, che ha sottolineato anche che scuole e università rimarranno chiuse, mentre banche e uffici governativi resteranno attivi al 50% della capacità.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane, infatti, avrebbero risposto con l’operazione Truth Promise 4 in risposta alla “aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”. Sarebbero stati colpiti il quartier generale della Quinta flotta della Marina statunitense in Bahrein, le basi statunitensi in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, oltre a centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele. L’operazione continua con l’impiego di missili e droni, mentre le autorità iraniane hanno dichiarato che ulteriori dettagli saranno pubblicati in seguito.

Notizie non ufficiali riportano la possibile morte del comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh durante i raid israeliano-statunitensi. Se confermate, queste perdite rappresenterebbero un colpo diretto alla leadership militare iraniana.

Nel mentre, Teheran ha commentato che “gli attacchi condotti contro l’Iran da parte di Israele e Stati Uniti rappresentano una rinnovata aggressione, a cui le forze armate di Teheran risponderanno con piena forza. Rispondere a questa aggressione è un diritto legittimo ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. L’esercito iraniano sta utilizzando tutti i mezzi e le potenzialità per contrastare l’aggressione”.

Il Medio Oriente in ginocchio

La crisi si è allargata rapidamente oltre i confini dell’Iran, scuotendo tutto il Medio Oriente. A Manama e Abu Dhabi, esplosioni rimbombano nelle capitali, e ad Abu Dhabi una persona ha perso la vita dopo l’intercettazione di un missile. In Qatar, le batterie Patriot hanno fermato altri missili iraniani in volo, mentre gli Houthi in Yemen hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi nel mar Rosso, alimentando un effetto domino dalle conseguenze drammatiche. La Siria ha deciso di chiudere il proprio spazio aereo per precauzione, mentre le tensioni diplomatiche crescono a vista d’occhio.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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