Grazie alle tecniche di carbon farming il vino del futuro non sarร solo delizioso da bere (almeno nelle etichette migliori), ma potrร aiutare a catturare e trattenere il carbonio atmosferico. Un progetto di studio รจ giร realtร : si chiama Life VitiCaSe e coinvolge quattro vigneti pilota di tre aziende agricole in Toscana e Veneto (Castello di Albola, Tenute Ruffino e Societร Agricola San Felice). Grazie al cofinanziamento dell’Unione europea sul piatto si contano oltre due milioni di euro investiti per incentivare gli agricoltori ad adottare strategie per la riduzione delle emissioni di gas serra e all’aumento del sequestro del carbonio. Il valore aggiunto รจ che tutto questo sapere raccolto tramite quella che viene definita โricerca applicataโ sarร , poi, consultabile dai produttori italiani ed europei.
Tra le attivitร del progetto, infatti, spicca la creazione di un database sulle pratiche agronomiche e di una piattaforma per la stima dello stock di carbonio certificabile. Il monitoraggio dei risultati tecnici ed economici permetterร quindi il trasferimento e la replica del sistema anche in altri contesti, nell’ottica di un’agricoltura sempre piรน su misura.
โLa piattaforma digitale che ci consente di monitorare, verificare e prevedere gli stock di carbonio nel suolo serve a quantificare i risultati di queste azioni sul terreno โ spiega Cristiano Spadoni, project development leader di Image Line, capofila del progetto -. Lโevoluzione del carbonio all’interno del suolo รจ lentissima: basti pensare che per riuscire a misurare un incremento di sostanza organica, e quindi di carbonio sequestrato tramite una qualche azione, servono anni. Detto ciรฒ, perรฒ, chi intraprende questi percorsi puรฒ basarsi su un algoritmo (Roth-C) che consente di prevedere nellโarco di tempi piรน lunghi, tipo dieci anni, come evolverร il livello di carbonio, e di conseguenza i carbon credit che questo progetto pilota puรฒ generareโ.
Dentro i vigneti in questa fase sperimentale non entrano solo i viticoltori ma anche i ricercatori del Crea (Consigio per le ricerche in agricoltura ed economia agraria), che, valutando azienda per azienda, raccomandano le pratiche agronomiche adatte in funzione delle caratteristiche del suolo. Un’attenzione i cui riflessi si riverberano anche sui consumatori: azioni sito-specifiche e tracciabili permetteranno di sapere se un vino di una data bottiglia provenga o meno da terreni di viticoltura rigenerativa.
La resilienza agli eventi climatici estremi
Ma perchรฉ รจ cosรฌ importante il carbon farming, in questo caso applicato alla viticoltura rigenerativa? Intanto perchรฉ si rigenera il suolo aumentando, allo stesso tempo, la capacitร dellโecosistema di catturare il carbonio atmosferico. Le pratiche sono diverse, ma tutte hanno in comune la lavorazione minima del terreno: si interviene, infatti, perchรฉ non venga rivoltato, come accade nelle normali arature, garantendo perรฒ al tempo stesso che sia areato.


