Rebecca Passler, biatleta 24enne nella squadra italiana di biathlon alle Olimpiadi di Milano-Cortina è stata sospesa per essere risultata positiva a sostanze vietate dalla Wada, l’agenzia mondiale anti-doping, in particolare al letrozolo – la stessa molecola che aveva portato alla sospensione dalle competizioni per 10 mesi della tennista Sara Errani nel 2017. Per Errani fu riconosciuta l’assunzione accidentale per contaminazione di cibo.
Ma cos’è esattamente il letrozolo e perché è considerato doping?
Un farmaco importante
Il letrozolo è un principio attivo utilizzato in medicina come terapia soprattutto per un tipo di cancro al seno (quello sensibile agli estrogeni) in post-menopausa. A livello tecnico inibisce un enzima, chiamato aromatasi, che converte gli androgeni (gli ormoni maschili) in estrogeni (ormoni femminili), e così facendo blocca o rallenta la moltiplicazione delle cellule tumorali e limita la diffusione della neoplasia.
Il letrozolo, poi, è stato studiato come possibile terapia per l’infertilità femminile, dovuta a sindrome dell’ovaio policistico. Si tratta tuttavia di una indicazione off-label che non trova consenso scientifico. Alcune fonti, infatti, lo indicano come agente migliore per indurre l’ovulazione (e quindi avere più chance di concepimento), ma ci sono anche dati a sostegno della sua embriotossicità, con un aumento del rischio di malformazioni per i nascituri.
Perché il letrozolo è considerato doping nello sport
La Wada inserisce il letrozolo nella categoria S4, quella dei modulatori ormonali e metabolici, nel primo gruppo, cioè quello degli inibitori dell’aromatasi. Proprio perché blocca la conversione degli androgeni in estrogeni, infatti, il letrozolo aumenta i livelli di ormoni maschili, come il testosterone. Per questo, se assunto per un periodo abbastanza lungo, può avere effetti anabolizzanti sul fisico: contribuisce a ridistribuire il grasso, aumenta la massa muscolare, aiuta nella ripresa fisica dopo sforzo intenso. Inoltre, nei maschi, poiché riduce i livelli di ormoni femminili (sì, anche negli organismi maschili gli estrogeni hanno il loro perché) induce un meccanismo di feedback che porta alla fine a incrementare la produzione di testosterone endogeno (quello sintetizzato dal corpo stesso). In ambito sportivo, l’altro motivo per cui è assunto è quello di nascondere gli effetti estrogenici degli steroidi anabolizzanti, per esempio l’aumento di volume delle ghiandole mammarie (ginecomastia) o la ritenzione idrica. Come ricorda all’Ansa Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano, il letrozolo è proprio la sostanza utilizzata dalle atlete cinesi negli anni Novanta e ancora prima da quelle della Germania est. Se utilizzato per scopi medici nelle atlete – sottolinea l’esperto -, il farmaco deve essere dichiarato, ed in ogni caso il suo utilizzo è normato.
I rischi
Oltre che scorretta, l’assunzione di letrozolo al di fuori di terapie mediche per patologie accertate è una pratica pericolosa. L’alterazione dell’equilibrio ormonale in un organismo altrimenti sano per aumentare le proprie prestazioni può comportare seri rischi per la salute: riduzione della densità ossea, disturbi cardiovascolari, e – appunto – alterazioni metaboliche e squilibri ormonali.
Come viene individuato
Il letrozolo può essere individuato nelle urine degli atleti andando a cercare le sue “impronte digitali”, in particolare un suo metabolita, il bis-(4-cianofenil)-metanolo.ì, attraverso una tecnica chiamata gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa. I test sono molto sensibili (fino a un limite di 4,4 ng/ml), come se riuscissero a trovare un singolo granello di zucchero in una piscina olimpionica.


