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Cos’è l’AI slop, la “sbobba” infinita e di bassa qualità che sta lerciando l’internet

di webmaster | Dic 22, 2025 | Tecnologia


Gli esseri umani hanno trascorso gli ultimi trent’anni a popolare di contenuti il web. Poi è arrivato l’AI slop insieme a ChatGpt, Nano Banana, Sora, fratelli e sorelle che, in soli tre anni, sono riusciti in un’impresa titanica: inondare la rete di una tale quantità di contenuti generati automaticamente da superare quelli creati dall’essere umano. Secondo una recente ricerca pubblicata su Arxiv, almeno il 30% dei testi presenti sulle pagine web attive è generato con l’AI, ma la proporzione reale – sempre secondo i ricercatori – potrebbe avvicinarsi al 40%. Avanti di questo passo, verremo superati, noi umani, nel giro di qualche mese.

Basterebbe questo dato (ma ce ne sono parecchi altri) per mostrare quanto il nostro ecosistema digitale rischi di essere sommerso dalla cosiddetta AI slop: termine che letteralmente significa “sbobba”, che richiama anche l’aggettivo “sloppy” (trascurato, superficiale) e che, per non farci mancare nulla, è stato a posteriori trasformato anche in un acronimo: Spammy, Low-quality, Over-Produced (ovvero contenuti spam, di bassa qualità e prodotti in quantità esorbitanti).

In poche parole, la AI slop (o semplicemente slop, parola dell’anno per il dizionario Merriam-Webster) è rappresentata dai contenuti di scarsissima qualità generati dall’intelligenza artificiale con il minor intervento possibile da parte dell’essere umano.

Quest’ultimo è un punto importante (e sul quale torneremo più avanti): come ha infatti spiegato l’esperto di cultura digitale Simon Willison, “non tutti i contenuti creati con l’intelligenza artificiale sono slop, ma se è generato senza nessuna alcuna cura e propinato con la forza anche a chi non l’ha richiesto, allora ‘slop’ è il termine perfetto”. “La parola ‘sbobba’ fa venire in mente i mucchi di mangime con cui viene nutrito a forza il bestiame, ha affermato, rincarando la dose, Benjamin Hoffman sul New York Times.

L’invasione della slop

Nonostante vengano spesso confuse, la slop è una cosa completamente diversa dalle fake news o dai deepfake (anch’essi spesso generati con l’AI): la slop non diffonde disinformazione o truffe, la verosimiglianza nella maggior parte dei casi non è importante e ingannare gli utenti dei social non è per forza l’obiettivo. Sono contenuti quasi sempre irrilevanti sotto ogni punto di vista, ma che ci travolgono esclusivamente a causa della quantità. Il parallelismo più corretto è probabilmente con il concetto di bullshit per com’è stato originariamente espresso dal filosofo Harry G. Frankfurt: un discorso prodotto senza alcun riguardo per la verità, completamente indifferente a ciò che è vero o falso.

È insomma il materiale perfetto per un’epoca in cui – come spiegò il Reuters Institute un paio di anni fa – sempre più spesso i contenuti vengono creati “per il LOL”: per essere consumati magari con una risata, senza curarsi della loro veridicità o meno. E poi per essere dimenticati dopo pochi secondi.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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