A tal proposito, qui sopra c’è un emblematico grafico del portale PcPartPicker relativo alle memorie ram DDR5-5600 negi Usa con i costi più che quadruplicati dall’estate 2025 a oggi; la situazione degli ssd è molto simile, con prezzi raddoppiati o quadruplicati a seconda delle prestazioni offerte. Ecco quindi cosa aspettarsi e quali sono i problemi e le conseguenze nel breve periodo.
Computer sempre più cari e penuria di componenti
L’obiettivo dei 32 GB di ram come dotazione pressoché standard per build non entry sembrava più che possibile nella prima metà del 2025. Tuttavia, la penuria dei componenti e l’uscita di scena nel segmento consumer di produttori come Micron, ha del tutto annichilito questa ipotesi: oggi è più credibile accontentarsi di 16 GB, mentre solo chi ha un budget più che consistente può mirare addirittura ai 64 GB. I grandi produttori si stanno già organizzando da tempo. Asus sta valutando una produzione in casa di memorie per minimizzare la dipendenza da fornitori esterni come per esempio Samsung, che dal canto proprio sta spostando una buona fetta della produzione da quelle ad alta banda per datacenter (di tipo HBM) proprio sulle ram ddr5 che in questo momento sono il segmento più redditizio. In occasione dell’incontro con la stampa per i 50 anni del brand a Milano, Acer ha prospettato un periodo non così positivo per la fascia computer standard e gaming più economica, ma al contempo una possibile crescita di alcuni prodotti come i Chromebook, i notebook con la piattaforma di Google meno energivora e più ottimizzata anche con hardware basilare. In ultima istanza, ritornano in auge le memorie di generazione precedente e di prestazioni ridotte, come per esempio le ddr4, che garantiscono prezzi meno salati e più disponibilità.
Previsioni al ribasso sulle vendite di smartphone
Gli smartphone sono un’altra categoria di prodotto che richiede una grossa fornitura di memorie: le previsioni sul mercato 2026 sono tutte al ribasso, proprio per via di costi più alti dei componenti fondamentali, come da recenti dati diffusi da Counterpoint Research. Le percentuali parlano da sole: modelli economici aumentati del 25%, medio gamma del 15% e top di gamma del 10%. A essere interessati saranno anche i gaming phone che includono memorie di alta capacità, seppur questi dispositivi occupino una fetta molto piccola della torta. Se si è alla ricerca di un nuovo smartphone, la fascia media diventa quindi ancora più interessante perché può assorbire il rincaro in modo meno gravoso posizionandosi a metà strada tra le proposte entry e le ammiraglie. Ma come per i computer, anche nei cellulari ritornano appetibili le generazioni passate, ancora attuali sotto il profilo hardware e di funzionalità, ma con un cartellino molto più vantaggioso.
Rincaro per Switch 2 e console next-gen in ritardo
I videogame necessitano di memorie veloci e consistenti in grado di reggere al meglio le prestazioni sempre più spinte dei titoli moderni Non stupisce quindi che il segmento videoludico sia tra quelli più interessati dal fenomeno. I gaming pc sono già da diversi mesi molto più cari rispetto a soltanto un anno fa ed è sempre più complicato reperire e assicurarsi a un costo decente ram e ssd da assemblare. Passando alle console, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un rincaro in tutto il mondo della best-seller Switch 2, mentre le next-gen come Ps6 e la nuova Xbox potrebbero posticipare il calendario in uscita. Anche gli handheld, ovvero gli ibridi console-pc portatili da gioco sono in crisi: Valve è segnalata in grande difficoltà sulle consegne della sua Steam Deck, che potrebbe creare buchi nelle spedizioni e subire rincari.
Gli altri prodotti interessati
L’elenco di dispositivi che subiranno ritardi e rincari per via della crisi delle memorie è però molto più lungo di quanto si potrebbe immaginare. Ram e archiviazione sono infatti montati anche su hard disk esterni e quindi su nas casalinghi e professionali, su fotocamere e videocamere digitali, persino su device della domotica e smart home, senza dimenticare gli elettrodomestici più smart. Quando si potrà mettere fine alla crisi? Secondo Edward Crisler, responsabile pubbliche relazioni di Sapphire Technology, un’azienda che si occupa di schede madri e schede video, potrebbero essere necessari circa 6-8 mesi prima che la bolla esploda. Di contraltare, secondo TrendForce, nel 2026 la domanda aumenterà del +35% con un’offerta che arrancherà al +23% e quindi con un divario che non sembra destinato a ricucirsi così facilmente.


