CRM ed ERP a supporto della decarbonizzazione del manifatturiero. La visione di Atlantic Technologies

da Hardware Upgrade :

Net-zero, emissioni nette pari a zero. Questo l’obiettivo fissato con l’Accordo di Parigi, e le imprese si devono adeguare. Entro il 2050, le realtà operanti in Europa dovranno ridurre sensibilmente le loro emissioni per raggiungere questo traguardo. Entro il 2030, invece, dovranno abbattere del 45% le loro emissioni di CO2. 

Il manufatturiero, in particolare, si trova a dover accelerare enormemente sulla digitalizzazione per centrare questi target, e ripensare, rivedere e ottimizzare i processi e la catena di approvvigionamento per riuscirci. Lo strumento più efficace per abbattere gli sprechi, ridurre i consumi e, infine, riuscire a ottenere emissioni nette pari a zero? Il digitale, che consente sia di misurare lo stato attuale, sia di ridurre l’impatto dei vari processi.

I dati come chiave per la decarbonizzazione

Le maggiori criticità per un’azienda che intende perseguire una strategia sostenibile derivano dalla difficoltà di misurare e monitorare il proprio impatto ambientale. Manager e decision maker hanno bisogno di informazioni basate sui dati per rispondere a domande come: qual è il nostro consumo energetico in questa specifica area geografica? Stiamo rispettando la normativa vigente?“, spiega Angela Colucci, vp strategy and business development di Atlantic Technologies. “In particolare, l’analisi dei dati sul consumo di energia, gestione dei rifiuti e requisiti di conformità, è di notevole importanza. Spesso queste informazioni sono distribuite in modo confuso tra le varie soluzioni in uso all’interno di un’azienda e non è facile ordinarle in modo organico per determinare le reali performance in materia di sostenibilità. Diventa essenziale l’utilizzo di strumenti di analisi visiva avanzati che consentano di uniformare i dati e migliorarne la qualità per poterli utilizzare, comparare e replicare nel tempo“.

Angela Colucci

Quello che sottolina Colucci è l’importanza di misurare le emissioni nelle varie fasi del processo produttivo e di distribuzione tramite soluzioni di business intelligence in grado correlare le emissioni a ogni fase, per poi sfruttare algoritmi di deep learning per massimizzare la produzione senza superare i limiti prefissati. 

Anche un CRM, secondo Colucci, può rivelarsi uno strumento chiave: “Il vantaggio di un sistema CRM moderno consiste nell’acquisire dati di carbon emission in tempo reale e nel poter controllare quotidianamente l’impatto dell’azienda, in modo da definire prontamente le azioni da intraprendere e da costruire un reporting conforme agli aspetti normativi. Raccogliere e uniformare dati affidabili, si concretizza con un percorso più veloce verso la Net-Zero, con l’analisi what-if e l’allineamento a obiettivi basati sulle previsioni”.

L’ERP, invece, può essere di grande supporto per ottimizzare la supply chain, sia in ottica di sostenibilità sia di resilienza: “È fondamentale garantire la sostenibilità lungo l’intera supply chain grazie a strumenti per la previsione della domanda, la pianificazione del fabbisogno di materie prime, l’allocazione del personale, la gestione del magazzino e della logistica, la tracciabilità e il richiamo dei lotti. Grazie all’implementazione di una soluzione ERP moderna è possibile massimizzare l’efficienza della supply chain, migliorare la produttività, eliminare i silos e offrire trasparenza lungo l’intera catena di approvvigionamento”, sottolinea Colucci. 

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