La Cupra Raval arriva in un momento delicato per il mercato europeo: quello in cui le elettriche compatte devono convincere non solo con prezzo, autonomia e tempi di ricarica, ma anche con qualcosa che finora spesso è mancato, cioè il desiderio.
È proprio questo il punto interessante del nuovo modello spagnolo. Perché la Raval, almeno sulla carta e osservandola da vicino, sembra voler riportare dentro il segmento B elettrico una qualità che per anni è appartenuta alle piccole sportive più riuscite: la grinta. Quella sensazione difficile da misurare ma facilissima da riconoscere, per cui un’auto riesce a sembrarti viva anche da ferma.
Una compatta elettrica che non vuole sembrare innocua
Lunga 4,04 metri e con un passo di 2,60 metri, Cupra Raval con la sua linea hatchback rimane pienamente dentro la logica della compatta urbana. Solo che la interpreta in modo molto meno neutro del solito. Il frontale con il cosiddetto muso di squalo, i gruppi ottici Matrix LED, il logo illuminato, la firma luminosa posteriore continua e le superfici molto tese costruiscono un’immagine che punta più alla forza che alla simpatia. Del resto, Raval è una discendente diretta della DarkRebel, la concept car visionaria della Casa spagnola.
Anche i dettagli funzionali vanno in quella direzione: maniglie a scomparsa illuminate, spoiler, prese d’aria, profili laterali, e un lavoro accurato sull’aerodinamica che, secondo Cupra, porta Raval ad avere la resistenza all’aria più bassa tra i modelli del marchio. Il risultato è che la Cupra Raval, pur essendo una compatta elettrica da città, ha qualcosa di quelle auto che negli anni ’80 e ’90 si sognavano prima ancora di poter prendere la patente. Non perché le copi, ma perché ne recupera il timbro: proporzioni compatte, presenza visiva forte, promessa di dinamica.

