Cybersecurity Act 2: I costi di una sovranità digitale

Il 20 gennaio 2026, la Commissione Europea ha avviato il progetto noto come “pacchetto sulla cybersicurezza”, un raggruppamento di iniziative strategiche e legislative che ponendosi come obiettivo la protezione delle infrastrutture critiche e la conquista di una sovranità tecnologica per l’Unione Europea. Questo progetto si inserisce in un contesto geopolitico fragile, caratterizzato da una crescente incidenza e complessità degli attacchi informatici. Con la proposta del Regolamento sulla Cybersicurezza 2 (CSA2), l’Europa mira a colmare le lacune esistenti nel mercato unico digitale.

Uno Sguardo al CSA2: Un Atto Politico di Rilevanza Strategica

Il CSA2 non è solo una risposta tecnica alla crescente vulnerabilità informatica ma un’iniziativa politica di grande rilevanza. La Commissione Europea intende ridurre le dipendenze da attori extra-europei nelle infrastrutture essenziali, implementando divieti su prodotti provenienti da paesi considerati a rischio, il che potrebbe tradursi in obblighi onerosi per le aziende già operative. Di fatto, il CSA2 stabilisce che la valutazione della sicurezza di un prodotto non sia più basata soltanto sugli aspetti tecnici, ma anche su considerazioni politiche centralizzate a Bruxelles.

Un Nuovo Quadro Normativo per la Sicurezza Cibernetica

Il CSA2 si inserisce in una complessa rete di normative, mirate a creare una resilienza integrata tra il mondo fisico e quello digitale. La Direttiva NIS 2, in particolare, rappresenta il fulcro della sicurezza delle reti, inglobando un numero esteso di settori critici. Accanto a questa direttiva, si affiancano il Digital Networks Act e il Cyber Resilience Act, che attraverso il CSA2 mirano a una governance cibernetica più centralizzata, conferendo maggiore potere alla Commissione Europea e all’ENISA, l’agenzia unionale per la cybersicurezza. Tuttavia, tali misure sollevano perplessità circa l’impatto sui fornitori e sulla competitività, soprattutto in Italia, dove gli investimenti delle aziende potrebbero subire un duro colpo.

Le Ansie del Settore Industriale Italico

Il mondo imprenditoriale è in forte apprensione riguardo alla sostenibilità di una such azione rapida. Infatti, circa il 65% degli operatori italiani che hanno risposto a una consultazione preliminare ha sollevato obiezioni riguardo all’esclusione di fornitori basata su criteri non puramente tecnici. Da un lato, l’introduzione di misure che possano apparire come una svalutazione degli investimenti già effettuati potrebbe portare a situazioni di monopolio o duopolio, mentre dall’altro si teme che ciò possa innalzare i costi e ridurre la competitività.

In Italia, abbiamo già una struttura normativa avanzata, come il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, che permette controlli dettagliati sui fornitori di tecnologie critiche. Questa posizione, tuttavia, potrebbe rivelarsi fragile se il CSA2 dovesse essere approvato nella forma attuale, poiché le aziende potrebbero trovarsi in una situazione di incertezza normativa. Le disposizioni attuali affermano che la Commissione sarà l’unica a stabilire liste nere di paesi e a dettare i tempi per l’eventuale dismissione di impianti già esistenti.

Conclusione: Verso un Bilanciamento Sostenibile

Il CSA2 offre un’opportunità unica all’Unione Europea per rafforzare la sua sicurezza digitale, ma è fondamentale che vengano ascoltate le preoccupazioni espresse dagli stati membri e dagli stakeholder industriali. Non è sufficiente prescindere dalle esigenze di un mercato già complesso e interconnesso. La sicurezza cibernetica non deve compromettere gli investimenti e la competitività, ma piuttosto deve essere accompagnata da strategie a lungo termine che incoraggino il know-how tecnologico all’interno dell’UE. Solo così l’Europa potrà convertirsi da un semplice consumatore regolato a una forza competitiva attiva in un mondo sempre più digitale.