Cybersecurity: il Ruolo delle Donne Ancora Sottovalutato in Italia Il panorama della cybersecurity in Italia sta affrontando una sfida complessa e urgente: da un lato, c'è un evidente bisogno di competenze specialistiche, dall'altro, la scarsità di rappresentanza femminile nel settore…
Cybersecurity: il Ruolo delle Donne Ancora Sottovalutato in Italia
Il panorama della cybersecurity in Italia sta affrontando una sfida complessa e urgente: da un lato, c’è un evidente bisogno di competenze specialistiche, dall’altro, la scarsità di rappresentanza femminile nel settore ICT è allarmante. Attualmente, solo il 17% dei professionisti in questo campo sono donne, una percentuale che supera di poco il gap rispetto alla media europea, che è del 20%. Questa situazione è emersa chiaramente dal report “Il paradosso della cybersecurity” realizzato da Grafton, un’importante azienda del settore del reclutamento professionale.
Una Visione Distorta della Cybersecurity
La mancanza di genere nel mercato della cybersecurity non è solo una questione di numeri, ma riflette anche una percezione radicata all’interno delle organizzazioni. Secondo la ricerca, il 24% dei leader aziendali immagina un predominio maschile in questo settore, percentuale che aumenta significativamente tra gli specialisti IT e le donne in ruoli di supporto, giungendo rispettivamente al 47% e al 49%. Questo divario non fa altro che complicare ulteriormente la già critica situazione della carenza di competenze, già riconosciuta dall’86% dei professionisti delle risorse umane, i quali trovano difficile reperire esperti in cybersecurity.
Francesco Manzini, CEO di Grafton, sottolinea quanto sia fondamentale considerare la diversità non solo come un tema culturale, ma come un elemento strategico per ampliare le competenze disponibili. Ben due terzi delle aziende italiane si dichiarano impegnate a incoraggiare la partecipazione femminile nei ruoli di cybersecurity, ma gli stereotipi e la bassa presenza di donne nei percorsi STEM rimangono ostacoli significativi.
Formazione come Soluzione al Talent Shortage
Per affrontare la carenza di competenze nel settore, molte aziende italiane stanno investendo nella formazione interna. Circa il 37% delle aziende intervistate sta puntando sull’upskilling e il reskilling del personale già in organico. Tra i responsabili HR, l’82% considera efficaci i programmi di formazione per profili junior. Tuttavia, costruire competenze nel campo della cybersecurity non è senza difficoltà. Il 47% degli intervistati ha segnalato la scarsità di formatori qualificati, mentre il 39% ha messo in evidenza budget limitati come una barriera significativa.
In risposta a queste sfide, le aziende stanno implementando strategie supplementari per attrarre talenti, come pacchetti retributivi competitivi e ricorso all’outsourcing. Il 78% delle organizzazioni sta infatti offrendo stipendi superiori alla media per attrarre i professionisti più qualificati.
Una Nuova Visione per il Futuro della Cybersecurity
Il report mette in evidenza l’importanza di adottare criteri di valutazione più inclusivi e complessi per i candidati. Sebbene il titolo di studio rimanga un fattore significativo, è essenziale integrare anche certificazioni, competenze tecniche e soft skill come il coordinamento e la leadership. La figura del professionista in cybersecurity del futuro sarà sempre più ibrida, in grado di tradurre la complessità tecnica in decisioni strategiche per le aziende.
Tuttavia, nonostante le tendenze positive, solo il 27% dei responsabili HR considera l’ICT un componente centrale dei processi decisionali aziendali. Questo dato evidenzia la disconnessione tra l’importanza crescente della cybersecurity e il posizionamento delle competenze digitali all’interno delle organizzazioni.
Conclusione
La situazione attuale nel settore della cybersecurity in Italia è segnata da sfide significative, non solo in termini di competenze, ma anche per quanto riguarda la rappresentanza femminile. È cruciale che le aziende adottino un approccio proattivo e strategico per colmare questo divario, investendo nella formazione e nel reclutamento di professionisti capacitati e diversificati. Solo così potranno affrontare al meglio le minacce digitali e costruire un futuro più sicuro e inclusivo per tutti.
