Sicurezza informatica negli ambienti OT: come proteggere dispositivi medici e infrastrutture idriche

La crescita esponenziale della digitalizzazione ha reso indispensabile la protezione delle tecnologie operative (OT), in particolare nel settore medico e nelle reti idriche in Italia. Ogni giorno, dispositivi critici come ecografi e monitor multiparametrici riempiono le stanze degli ospedali, mentre, nei gestori delle acque, i controlli automatizzati garantiscono la distribuzione dell’acqua potabile. Tuttavia, questi sistemi, progettati per massima funzionalità, sono spesso vulnerabili a attacchi informatici non previsti e pertanto richiedono interventi urgenti ed efficaci.

La vulnerabilità degli apparati OT

Le statistiche sono preoccupanti: il settore sanitario è tra i più colpiti a livello globale da attacchi ransomware, mettendo a rischio la vita dei pazienti. Le infrastrutture idriche, da parte loro, stanno diventando obiettivi costantemente più appetibili per i cybercriminali, che mirano a compromettere la qualità dell’acqua o a interromperne la fornitura. Questo panorama di minacce non è solo teorico: incidenti documentati attestano la realizzazione di tali attacchi, facendo di fatto emergere la necessità di una strategia di difesa solida.

Purtroppo, molti dispositivi, dalle unità SCADA ai PLC, operano su reti non segmentate, con software obsoleti e credenziali di accesso mai cambiate. Quando si verificano situazioni in cui realtà operative e IT convergono, le vulnerabilità di un singolo dispositivo possono effettuare un attacco a catena all’intera infrastruttura, accentuando la gravità della situazione.

Nasce l’OT Cybersecurity LAB

Per affrontare queste problematiche, è stato inaugurato l’OT Cybersecurity LAB, un laboratorio innovativo dedicato alla sicurezza informatica per ambienti sanitari e reti idriche. Coordinato da Cyber 4.0 e realizzato in collaborazione con Infoteam, il progetto mira a potenziare la resilienza delle infrastrutture critiche italiane, integrando realtà e teoria per fornire esperienze pratiche.

Questo laboratorio non si limita a spiegare i rischi, ma consente di simulare attacchi in un ambiente realistico, evidenziando le conseguenze di un attacco informatico su dispositivi medici e sistemi di controllo idrici. Grazie a un’architettura di rete che replica la struttura di un ospedale o di un gestore idrico, il LAB ospita dispositivi reali e soluzioni di sicurezza affrontabili, permettendo a professionisti e aziende di testare direttamente le contromisure in scenari operativi concreti.

Una necessità regolamentare sempre più urgente

Con l’entrata in vigore della Direttiva NIS2 e del Cyber Resilience Act, le stesse istituzioni italiane stanno aumentando la pressione su ospedali e fornitori d’acqua affinché implementino misure di cybersecurity efficaci. Questo sottolinea l’urgenza di dispositivi e procedure sicure per proteggere i dati sensibili e garantire il corretto funzionamento delle infrastrutture fondamentali. Le opportunità di finanziamento messe a disposizione dal PNRR offrono la possibilità di promuovere l’adeguamento delle aziende a questi requisiti, assicurando che anche le piccole e medie imprese possano avere accesso a tecnologie di sicurezza corretta.

Conclusione: l’importanza di una strategia proattiva

L’OT Cybersecurity LAB non è solo un’iniziativa isolata, ma un passo cruciale verso un ecosistema più sicuro per le tecnologie operative. Attraverso dimostrazioni pratiche e assessment approfonditi, il laboratorio aiuta le organizzazioni a valutare e migliorare la loro postura di sicurezza. Investire nella cybersecurity OT non è solo una necessità, ma un dovere etico e giuridico per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini, che meritano di ricevere assistenza e servizi pubblici protetti da minacce informatiche sempre più sofisticate.