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Dal gaming al fronte, così la Russia recluta giovani africani per spedirli in guerra in Ucraina

di webmaster | Apr 4, 2026 | Tecnologia


Le ragazze finiscono in fabbrica ad assemblare i droni – ha confermato a Wired Andrea Spinelli Batrile –. Molte di loro vengono adescate tramite un giochino online chiamato Alabuga Start o tramite falsi annunci di lavoro pubblicati sui social da agenzie fantoccio. In Kenya il governo dice di averne chiuse 600”.

Alle candidate vengono promessi stipendi dai 500 ai 1.380 dollari al mese, voli pagati, alloggio, assicurazione sanitaria e un certificato professionale al termine del programma. Le offerte pubblicizzate parlano di impieghi in settori come ristorazione, hotellerie o produzione industriale.

Quali paesi africani sono coinvolti

Finora, Kenya e Sudafrica sono gli unici paesi africani ad aver reagito ufficialmente a questa politica di reclutamento. Ma in diversi paesi del continente sono state aperte indagini e cresce il timore che emergano nuovi scandali politici, simili a quello che ha colpito Duduzile Zuma, figlia dell’ex presidente sudafricano Jacob Zuma, che sarebbe stata coinvolta nel reclutamento di circa 20 uomini sudafricani e del Botswana per l’esercito russo. Il caso ha spinto il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ad aprire un’indagine sul reclutamento di cittadini sudafricani come mercenari. Secondo il governo sudafricano, infatti, nella regione del Donbass sarebbero rimasti bloccati 17 cittadini sudafricani che hanno chiesto assistenza alle autorità.

Oltre al Kenya e al Sudafrica, reclutamenti analoghi sarebbero stati segnalati anche in Camerun, Burkina Faso e Uganda. In diversi di questi paesi operano da anni gli uomini del gruppo mercenario russo Wagner, che esercita un’influenza significativa sul piano politico e militare. Il fenomeno trova terreno fertile in un continente segnato da una grave crisi occupazionale, dove la popolazione giovanile cresce più rapidamente dei posti di lavoro disponibili. Secondo Afrobarometer, 121 milioni di giovani africani sono disoccupati o non frequentano la scuola.

Un fenomeno ben più ampio

Ma la Russia non è l’unico attore a cercare combattenti nel continente africano.

Non solo la Russia con la Wagner e l’Africa Korp, ma anche altre società di contractor militari occidentali e turche reclutano in Africa – ha spiegato a Wired Mario Giro, già sottosegretario agli Affari Esteri italiano, tra i massimi esperti di Africa –. L’Africa presenta la particolarità di avere moltissimi giovani (è il continente più giovane con 19 anni di età media), disoccupati e disponibili a buon prezzo. Per questo la Russia recluta lì. Il guaio è che si tratta di giovani inesperti che resistono poco in battaglia. Vengono per lo più usati per lavori di retroguardia, pagati poco e trattati peggio. Il reclutamento non è difficile vista la fame di lavoro che c’è in Africa. Il mercato di quelli che si chiamavano una volta ‘mercenari’ è fiorente. Famoso è il caso dei ‘romeni’, anche se non tutti lo erano, utilizzati dalla Repubblica Democratica del Congo nella regione del Kivu contro l’M23 – un’organizzazione paramilitare della Repubblica Democratica del Congo, ndr –, sconfitti e cacciati. Ma anche lo stato keniano si è lasciato trascinare quando ha messo a disposizione circa 4.000 suoi concittadini per le operazioni di ‘peace keeping’ a Haiti, sotto egida internazionale.

La verità è che il mestiere delle armi si sta affermando un po’ dovunque. E in circostanze diverse.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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