Dalla Berlinale 5 serie da mettere in agenda fin da ora



Da Wired.it :

Da Stateless con Cate Blanchett e Yvonne Strahovski (The Handmaid’s Tale) a The Eddy da un’idea di Damien Chazelle (La La Land). Qui i titoli che, dal Festival di Berlino in corso, vanno dritti nella nostra “must see list”

I consigli sui prossimi appuntamenti a puntate da non perdere arrivano dalla capitale tedesca, subito dopo Oscar e award season: Berlinale Series, infatti, è la sezione che il Festival di Berlino dedica ogni anno ai prodotti seriali da tenere d’occhio e nell’edizione 2020 ce ne sono almeno cinque da segnare in agenda.

Il primo: Stateless, con Cate Blanchett nei doppi panni di attrice e cocreatrice. A produrlo è il marito regista Andrew Upton. Nel cast ci sono anche Dominic West (The Affair) e Yvonne Strahovski, reduce dal successo di The Handmaid’s Tale. In sei puntate, la miniserie racconta un centro di detenzione per immigrati in Australia dove s’intrecciano le storie dei quattro protagonisti: un rifugiato dalla Siria, un padre austriaco senza un quattrino, un burocrate in declino e una hostess in fuga da una setta. Dopo una gestazione lunga di cinque anni, il progetto vede la luce in anteprima mondiale al festival, ma purtroppo non ha ancora una data di messa in onda italiana.

Arriva, invece, il 23 marzo su Netflix la serie austriaca Freud. Si tratta di un thriller ambientato alla fine dell’Ottocento, che mette in scena i primi passi del padre della psicanalisi, qui interpretato da Robert Finster, in otto episodi girati tra Vienna e Praga. Il protagonista è alle prese con una serie di delitti, che cerca di
risolvere con l’aiuto di una medium e di un detective della polizia nonché ex veterano.

Un altro titolo molto atteso: Dispatches from elsewhere, prossimamente su Amazon Prime Video, creato ed interpretato da Jason Segel di How I Met Your Mother, con Sally Field nei panni di una vedova coinvolta nella misteriosa operazione al centro delle vicende. La serie mistery antologica, infatti, vede un gruppo di sconosciuti alle prese con un progetto top secret, una specie di missione da spie ispirata a Nonchalance, l’associazione che a San Francisco coinvolge i partecipanti in una gigante caccia al tesoro nella città. In questo caso, però, i protagonisti non riescono a capire se si tratti di realtà o finzione e può davvero succedere di tutto.

Sempre su Netflix, ma con data di uscita da definire, arriva il racconto corale e musicale The Eddy, ambientato a Parigi e creato da Damien Chazelle (La La Land), che dirige anche i primi due degli otto episodi della serie. Lo sfondo è il jazz club del musicista Elliot Udo (André Holland di Moonlight, film che neanche farlo apposta ha “scippato” la statuetta come miglior film a La La Land durante la confusione agli Oscar sulle buste dei vincitori). La figlia è interpretata dall’attrice attivista Amandla Stenberg, alla ribalta con Hunger Games come giovane alleata di Jennifer Lawrence nell’Arena. Affermatasi sulla scena internazionale con Cold War, nel cast figura anche la polacca Joanna Kulig. La colonna sonora e le musiche sono scritte da Glen Ballard, già noto per le collaborazioni con Michael Jackson nonché vincitore di sei Grammy.

Firmata da BBC, arriva dalla Gran Bretagna Trigonometry, il menage à trois di una coppia londinese che apre le porte del proprio appartamento a una coinquilina. La storia alterna commozione e umorismo british, per un totale di otto puntate che prendono delicatamente per mano lo spettatore in un tessuto urbano a volte
dispersivo e capace di isolare (in contrapposizione a una realtà domestica accogliente e addirittura sorprendente).

Tutte e queste cinque serie sono accomunate da una grande fame di umanità, di storie profonde che svelano le paure ma anche le speranze di tempi incerti come quelli attuali.

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[Fonte Wired.it]