Data Center: 3 progetti su 10 non vengono realizzati. Quali strategie per migliorare?

Il settore dei data center sta assistendo a una crescita senza precedenti, segnata da investimenti significativi e dall’avanzata dell’Intelligenza Artificiale. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo generale, si rivela un problema preoccupante: circa il 30% dei progetti annunciati a livello globale non riesce nemmeno a entrare nella fase di costruzione. Questo fenomeno coinvolge anche l’Italia, dove la domanda di data center continua a crescere, ma troppe iniziative rimangono bloccate sul piano teorico a causa di complessità legate all’esecuzione.

La sfida della consegna: energia e autorizzazioni

A Milano, considerata il fulcro italiano del settore hyperscale, si sta riaffermando un principio fondamentale: la disponibilità di potenza è diventata la vera chiave del successo. I data center non sono più visti semplicemente come spazi fisici, ma come infrastrutture energetiche fondamentali. La crescente attenzione di enti come Terna nel gestire le risorse energetiche è un segnale positivo per il mercato, che ora premia gli operatori capaci di dimostrare solidità tecnica e finanziaria. Tuttavia, anche con norme semplificate, come quelle previste dal DL Energia, solo i progetti che affrontano con anticipo le problematiche energetiche e ambientali riescono a progredire rapidamente verso la costruzione.

Costi in aumento e complessità della catena di fornitura

Oltre alla questione energetica, la fattibilità di un nuovo campus richiede una proposta economica ben strutturata. Le proiezioni indicano che i costi di costruzione subiranno un incremento annuale tra il 5% e l’8% fino al 2029, influenzati dall’introduzione delle nuove normative europee sul Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). I materiali imprescindibili, come acciaio e alluminio, vedranno aumentare il proprio costo, mettendo a rischio i margini di profitto se non si adottano misure preventive. Allo stesso tempo, la catena di approvvigionamento sta diventando sempre più critica, con tempi di consegna per componenti essenziali che possono variare da 80 a 156 settimane. Inoltre, la carenza di manodopera specializzata in questo settore rischia di compromettere ulteriormente i tempi di realizzazione.

Come garantire il successo dei progetti futuri

Per ottenere risultati positivi e rientrare nel 70% dei progetti realizzati, le aziende devono adottare un approccio strategico prima di annunciare qualsiasi iniziativa. Ecco alcune azioni chiave:

  • Assicurare l’approvvigionamento energetico: Prima di lanciare un progetto, le aziende devono condurre studi di rete e stipulare accordi di fornitura energetica.
  • Acquisti anticipati: È cruciale garantire i materiali con lunga tempistica di consegna, come trasformatori e sistemi di gestione dell’energia, prima di avviare la progettazione.
  • Espandere verso mercati Tier 2: Diversificare gli sviluppi in aree regionali potrebbe offrire vantaggi concreti per l’accesso alle reti e alla energia rinnovabile.
  • Intelligenza territoriale: Creare campus integrati, con studio dell’impatto locale e riutilizzo delle risorse, faciliterà l’iter autorizzativo.
  • Modelli di sviluppo flessibili: Avere un piano di implementazione graduale può ridurre il rischio finanziario, allineando gli investimenti alla domanda reale.

Conclusione: puntare sulla realizzazione

L’Italia ha l’opportunità di rafforzare la propria posizione nell’ecosistema digitale europeo, ma il tempo delle semplici promesse è finito. In un mercato dove un terzo dei progetti resta sulla carta, il vantaggio non appartiene a chi annuncia piani ambiziosi, ma a chi mostra una visione strategica robusta e, soprattutto, capacità di realizzazione. L’impegno a fronte di sfide quadri interdisciplinari diventa fondamentale per garantire il pieno successo di iniziative destinate a ridefinire il panorama tecnologico italiano.