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Ddl AI, lโ€™Italia ha una legge per regolare lโ€™uso dellโ€™intelligenza artificiale. Ecco che cosa cโ€™รจ dentro

di webmaster | Set 18, 2025 | Tecnologia


Il disegno di legge nazionale sull’intelligenza artificiale (ddl AI) รจ realtร . Con i soliti tempi biblici che poco si confanno a delle norme che fissano le regole di una tecnologia che si evolve giorno dopo giorno, aprendo scenari inediti allโ€™uscita di ogni nuovo applicativo, il Senato della Repubblica ha approvato senza modifiche il testo approvato il 25 giugno scorso alla Camera dei Deputati. A Palazzo Madama i voti a favore sono stati 77, i contrari 55 e 2 senatori si sono astenuti.

Gli snodi del pacchetto di norme

I principi generali della legge

Il ddl recante disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale si pone come obiettivo quello di fissare i paletti sullโ€™utilizzo della nuova tecnologia con un approccio antropocentrico, ovvero mettendo al centro lโ€™uomo e il suo imprescindibile potere decisionale, limitando i rischi di un uso distorto degli applicativi in settori chiave come lavoro, giustizia e sanitร , con delle norme specifiche a tutela della privacy. Il pacchetto di norme รจ pensato per essere coerente con i principi dellโ€™AI Act – il regolamento europeo in materia di intelligenza artificiale – e in conformitร  con il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.

Intelligenza artificiale Europa

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Il ddl AI prevede che il governo adotti una strategia nazionale sull’intelligenza artificiale. Questa sarร  aggiornata ogni due anni dal Comitato interministeriale per la transizione digitale che sarร  supportato dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, mentre la governance sarร  affidata allโ€™Agenzia per lโ€™Italia Digitale (Agid) e allโ€™Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), che curerร  la vigilanza. Un monitoraggio annuale sarร  fornito al Parlamento.

โ€œLโ€™Italia รจ il primo Paese europeo con un quadro nazionale pienamente allineato allโ€™AI Act. รˆ una scelta che riporta lโ€™innovazione nel perimetro dellโ€™interesse generale, orientando lโ€™IA a crescita, diritti e la piena tutela dei cittadini – ha dichiarato il sottosegretario con delega all’Innovazione digitale, Alessio Butti –.ย Alle imprese diciamo con chiarezza: investite in Italia. Troverete una governance affidabile, regole trasparenti e un ecosistema pronto a sostenere progetti concreti in tutti i settori chiave del Paeseโ€. Le norme approvate prevedono l’istituzione di nuovi reati e aggravanti a reati esistenti legati all’utilizzo illecito dell’intelligenza artificiale, dalla creazione di deepfake alle violazioni del copyright.

Le norme su intelligenza artificiale e lavoro

Sarร  istituito, presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, un osservatorio sullโ€™utilizzo dellโ€™AI in ambito professionale: lo scopo รจ quello di monitorare eventuali abusi e impedendo che la nuova tecnologia porti discriminazione e violazione della dignitร  umana, a partire dalla selezione del personale, dove lโ€™AI potrร  essere utilizzata garantendo una corretta informazione del lavoratore e un sistema di trasparenza su tutte le fasi del processo decisionale.

Insomma, lโ€™azienda che utilizzerร  lโ€™intelligenza artificiale per valutare le candidatura o la produttivitร  dei un dipendenti dovrร  informare le persone interessate su come verranno utilizzati gli applicativi. Le nuove norme intervengono anche sulle professioni intellettuali. Si prevede che lโ€™utilizzo dellโ€™AI sia consentito a patto che vi sia un intervento umano di revisione. In pratica non si potrร  far scrivere interamente lโ€™articolo che state leggendo a una macchina e qualora parti di esso siano prodotte con il supporto dellโ€™AI, il cliente finale (voi lettori, in questo caso) dovrร  essere informato.

Le norme su intelligenza artificiale, salute e ricerca scientifica

Le norme approvate prevedono che in nessun modo l’intelligenza artificiale potrร  essere utilizzata per selezionare e ammettere i cittadini alle prestazioni mediche. Si impedisce quindi che un applicativo possa limitare in qualche modo l’accesso alle cure. In ogni caso, la nuova tecnologia non dovrร  sostituire in nessun caso le decisioni del personale medico. Anche nel campo della ricerca scientifica, il ddl prevede che l’AI possa essere di supporto sotto attenta supervisione umana e che i dati personali per attivitร  di ricerca senza scopo di lucro possano essere utilizzati senza consenso, previa approvazione di un comitato etico notificato al Garante per la privacy.

Le norme su intelligenza artificiale e giustizia

L’AI non potrร  scrivere sentenze o atti giudiziari. Le norme approvate vietano infatti che possa essere utilizzata per attivitร  legate all’interpretazione e l’applicazione della legge, per valutare i fatti durante i processi e per decidere le pene. Potrร  essere invece utilizzata nei procedimenti amministrativi, ma la responsabilitร  sulle decisioni dovrร  essere umana e non delegabile. Chi sarร  sottoposto a procedimento dovrร  essere puntualmente informato sull’utilizzo della tecnologia.

I nuovi reati e la guerra ai deepfake

Il pacchetto di norme norma anche gli abusi, introducendo nuovi reati e aggravanti a reati esistenti. Si inserisce l’obbligo di trasparenza per contenuti generati artificialmente, con l’obbligo di etichettare i deepfake. รˆ previsto il carcere da 1 a 5 anni โ€œper chiunque cagiona ad altri un danno ingiusto, mediante invio, consegna, cessione, pubblicazione o diffusione di immagini o video di persone o di cose generati o alterati mediante lโ€™impiego di sistemi di intelligenza artificiale, atti a indurre in inganno sulla loro genuinitร โ€. Norme stringenti anche sui minori: sarร  vietato l’utilizzo dei loro dati personali senza l’approvazione dei genitori.

Le critiche

Per le opposizioni รจ un’occasione mancata. Le minoranze contestano al governo di non aver approvato gli emendamenti che chiedevano l’obbligo di utilizzare server italiani per i dati utilizzati dal pubblico. โ€œIl governo – spiega a Wired il deputato del Partito democraitco Andrea Casu, relatore di minoranza del provvedimento alla Camera – perde lโ€™ultimo treno per inserire correttivi fondamentali per garantire nel nostro Paese governance e risorse allโ€™altezza della sfida. Non potrร  certo essere una gestione spezzettata tra agenzie governative in un disegno di legge che non stanzia nemmeno un euro a garantire quello che serve al nostro Paese per diventare protagonista e non semplice spettatore pagante della rivoluzione dellโ€™intelligenza artificialeโ€.

Sulla stessa linea del compagno di partito il senatore Lorenzo Basso, che ha annunciato il voto contrario al Senato. โ€œQuesta รจ una legge – ha dichiarato in aula – che nasce giร  vecchia e che non stanzia risorse: vengono solo introdotti nuovi reati invece di adottare incentivi per privati e pubblica amministrazione. Mentre il governo perdeva tempo altri invece hanno agito, giusto per fare un esempio in Gran Bretagna vengono investiti 22 miliardi di euro e in Francia 10 mld. Ecco la differenza tra annunci e decisioniโ€.

Molto critica anche la Rete per i Diritti Umani Digitali, coalizione di organizzazioni della societร  civile formata da The Good Lobby,ย Amnesty International Italia, Hermes Center, Period Think Tank, Privacy Network e Strali, che denuncia: โ€œLa legge italiana sullโ€™intelligenza artificiale appena approvata consegna il controllo dellโ€™AI direttamente al governo.ย Le autoritร  incaricate di regolare lโ€™intelligenza artificiale sono affiliate al governo. Non sono stati previsti meccanismi di difesa dagli errori dei sistemi di AI.ย Cosa aspettarsi dal futuro? Tentativi sempre piรน pressanti di implementare la sorveglianza biometrica e possibili abusi delle tecnologie AI per controllare la vita pubblica dei cittadiniโ€.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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