Deepnude e Sextortion: La Richiesta di Maggiori Poteri per l'Agcom La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere ha messo a punto una relazione cruciale che esplora la “Dimensione digitale della violenza contro le donne”, approvata…
Deepnude e Sextortion: La Richiesta di Maggiori Poteri per l’Agcom
La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere ha messo a punto una relazione cruciale che esplora la “Dimensione digitale della violenza contro le donne”, approvata all’unanimità. Questo documento, frutto del lavoro di esperti come la presidente Martina Semenzato e altri membri della Commissione, affronta un problema sempre più urgente: gli abusi perpetrati attraverso le tecnologie digitali, dalla diffusione non consensuale di immagini all’uso di intelligenza artificiale per la creazione di contenuti sessualmente espliciti, fino a forme di estorsione come la sextortion.
La Crescita degli Abusi Digitali
L’indagine, avviata nel 2025 dopo gravi eventi di cronaca, ha rivelato un aumento allarmante degli abusi online. La Commissione ha ascoltato 42 testimonianze, tra cui quelle di forze dell’ordine e professionisti del settore, per costruire un quadro chiaro su questa forma di violenza, che ha ripercussioni significative sulla vita delle vittime. Semenzato ha sottolineato che “la violenza virtuale è una minaccia reale”, evidenziando come gli abusi digitali come il revenge porn, i deepfake e la sextortion abbiano effetti devastanti sulla salute fisica, mentale ed economica delle persone colpite.
Le proposte operative contenute nella relazione mirano a rafforzare il quadro normativo esistente e includono la necessità di una legislazione specifica contro la diffusione di contenuti sessualmente espliciti generati da intelligenza artificiale. Questo aspetto, insieme ad un inasprimento delle pene per l’estorsione sessuale, rappresenta un passo fondamentale per colmare i vuoti normativi attuali.
Maggiore Responsabilità per le Piattaforme Digitali
Un punto cruciale emerso dalla relazione riguarda il ruolo delle piattaforme digitali. La Commissione chiede che queste assumano una maggiore responsabilità nella prevenzione e nella gestione delle violazioni. I gestori di tali piattaforme dovrebbero monitorare i contenuti, intervenire prontamente e mantenere registrazioni delle segnalazioni, facilitando così le indagini e riducendo il tempo necessario per rimuovere materiali offensivi.
Inoltre, è stata proposta l’estensione dei poteri di enforcement dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) per poter esercitare un controllo più incisivo sulle grandi piattaforme non operanti in Italia, ma che influenzano direttamente gli utenti italiani. Si mira quindi a costruire un sistema più efficace che incroci le competenze delle autorità competenti, migliorando le misure di identificazione degli utenti e combattendo la cultura dell’anonimato che spesso facilita abusi e violazioni.
Educazione e Prevenzione: Un Approccio Necessario
L’attenzione alla prevenzione è stata uno degli aspetti chiave del documento. È fondamentale educare le nuove generazioni nell’uso sicuro e consapevole dei social media e delle piattaforme digitali. Le proposte includono iniziative di educazione alla sicurezza online, mirate a giovanissimi e adulti, affinché riescano a riconoscere i rischi e a sapersi muovere nel contesto virtuale in maniera responsabile.
In particolare, è essenziale implementare programmi che trattino la parità di genere e la cultura del rispetto, per combattere le radici delle violenze digitali. Allo stesso tempo, le linee guida per i giornalisti devono essere rinforzate, affinché la loro copertura di temi delicati non amplifichi la diffusione di contenuti lesivi.
Conclusione: Un’Urgenza da Affrontare
L’adozione delle misure proposte dalla relazione della Commissione rappresenta un’opportunità imperdibile per rendere il web un ambiente più sicuro, soprattutto per le donne. È essenziale una risposta congiunta che unisca legislazione, educazione e responsabilità delle piattaforme. Solo così si potrà iniziare a combattere efficacemente la violenza digitale e garantire una migliore protezione per le future generazioni, rendendo il cyberspazio un luogo di maggiore rispetto e sicurezza.
