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Disney ha un nuovo Ceo, ma cosa cambierà per i fan della Casa di Topolino?

di webmaster | Feb 3, 2026 | Tecnologia


La Walt Disney Company ha un nuovo Ceo e si chiama Josh D’Amaro: 54enne, è uno dei veterani della società di Topolino, con quasi 30 anni di esperienza nel mondo retail e una carriera che l’ha portato negli ultimi tempi a essere l’amministratore delegato di Disney Experiences, la divisione che si occupa dei parchi tematici, delle crociere e di tutto il consumer product. D’Amaro succederà il prossimo 18 marzo a Bob Iger, il ceo che tra una cosa e l’altra ha guidato la compagnia per quasi vent’anni. Iger aveva già lasciato il ruolo nel 2020, rimanendo come amministratore delegato, ma il suo sostituto Bob Chapek, un altro veterano Disney, aveva dovuto affrontare diverse problematiche (tra cui ovviamente il Covid, un nuovo assetto della fruzione di cinema e tv e anche strategie politicamente non farevoli) che avevano portato il consiglio d’amministrazione Disney ad allontanarlo velocemente e a richiamare in emergenza Iger, che comunque aveva detto sarebbe rimasto fino al 2026.

In una ricerca al sostituto che, per alcuni insider, ha assunto per certi versi i toni di Succession, D’Amaro ha vinto una concorrenza interna piuttosto agguerrita. Tra i candidati più papabili c’era Dana Walden, altra veterena dell’azienda e al momento co-amministratrice di Disney Entertainment, la mega-divisione che si occupa della quasi totalità delle operazioni televisive e cinematografiche del gruppo, compreso il comparto streaming di Disney+ e Hulu, che lei stessa ha contribuito a portare a grande rilevanza. Lei sarebbe stata la prima Ceo donna di Disney ma la scelta è ricaduta poi su D’Amaro: dal 18 marzo, in ogni caso anche Walden sarà promossa al nuovo ruolo di presidente e Chief creative officer, riportando direttamente a D’Amaro.

Il (possibile) futuro della Disney

Secondo alcuni la scelta di Josh D’Amaro come nuovo ceo Disney rappresenta molto plasticamente l’attuale assetto della media company: negli ultimi anni, infatti, complice una congiuntura globale dell’industria, sono stati i settori dei film e della tv a soffrire di più a livello finanziario, mentre tutta la divisione legata alle esperienza dal vivo, alle licenze e al merchandising – gestite finora proprio da D’Amaro – hanno portato la maggior parte dei profitti. È chiaro che nei prossimi anni si continuerà a puntare in quella direzione, nella consapevolezza però che sono proprio i personaggi e le storie della parte Entertainment a nutrire attrazioni, gadget e altre declinazioni commerciali. D’Amaro dovrà dunque trovare il modo di far crescere omogeneamente entrambe i settori.

Di fronte a Disney e al nuovo ceo si aprono sfide non da poco, come l’imminente ritorno degli Avengers nel dicembre 2026, il fantasma del mega-concorrente che nascerà dalla fusione di Netflix e Warner Bros. e in generale un mercato dominato da flessioni e incertezze. Proprio per questo le parole che di recente il ceo uscente Bob Iger ha consegnato alla stampa suonano come un monito non da poco: “In un mondo che cambiato come fa, cercare di preservare lo status quo è un errore e sono certo che il mio successore non lo compirà”, ha dichiarato: “Gli sarà consegnata un’azienda molto forte, diverse occasioni di crescita e anche l’esortazione che, in un mondo che cambia, devi sempre continuare a cambiare ed evolverti a tua volta”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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