Dl Ambiente, quali sono i bonus per le spese verdi?


Tra le misure proposte ci sono incentivi per la rottamazione auto, detrazioni per scuolabus green e un taglio ai sussidi per i settori inquinanti. Ma la discussione è rimandata

auto elettrica
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La discussione del decreto legge Ambiente, ovvero il pacchetto di misure volte ad introdurre in Italia gli obiettivi in materia di ecologia e salvaguardia dell’ambiente discussi in sedi internazionali, è stata rinviata. La presentazione della bozza del decreto legge era prevista nel Consiglio dei ministri del 19 settembre, ma è slittata a nuova data. La ragione principale della proroga sarebbe legata soprattutto alla difficile reperibilità delle coperture finanziarie e ad alcune frizioni tra i diversi ministeri, riporta l’agenzia Ansa.

A sottolineare l’urgenza di un intervento in materia è però lo stesso ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che rassicura sul fatto che il governo sta “lavorando in un clima di grande confronto affinché il testo finale possa approdare nel più breve tempo possibile in Consiglio dei ministri”.

Tra i nodi più controversi e complicati c’è la proposta di un taglio progressivo, a partire dal 10% per il 2020, ai sussidi ai settori inquinanti, così da recuperare risorse che il ministero dell’Economia potrà reinvestire in innovazione, tecnologia e produzione sostenibile.

Altre misure inserite nella bozza riguardano forme di incentivo per cittadini e aziende. Si parte, per esempio, da un bonus fiscale da 2000 euro per i residenti nelle città metropolitane che decideranno di rottamare la propria auto fino alla classe euro 4. La forma scelta è quella di un credito d’imposta da utilizzare entro cinque anni per abbonamenti al trasporto pubblico e a servizi di mobilità condivisa con mezzi elettrici.

Sempre per i residenti delle città metropolitane, il ministero dell’Ambiente ha pianificato di mettere a disposizione un fondo da 10 milioni di euro l’anno per incentivare servizi di scuolabus a basse emissioni inquinanti. In questo caso le famiglie potranno vedersi riconosciuta la possibilità di detrarre fino a 250 euro dalla spesa sostenuta.

Sul fronte della lotta agli imballaggi, invece, per i prossimi tre anni si propone uno sconto pari al 20% per chi acquista prodotti sfusi, come saponi o alimentari, privi di contenitori in plastica. Lo sconto sarà diretto per i clienti e si tradurrà in un credito d’imposta, fino a 10 milioni di euro l’anno, per i venditori.

Altra proposta sul tavolo è quella di far diventare i parchi nazionali zone economiche speciali. In questo caso le attività edilizie saranno soggette all’esame di una Conferenza dei servizi, e le aziende e i privati che interverranno potranno contare su detrazioni fiscali o finanziamenti che possono arrivare fino a 30mila euro a tasso zero per attività produttive ecosostenibili, per un massimo di 10 milioni di euro.

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