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Dopo 14 anni di onorata carriera nello Spazio, una sonda della Nasa sta per precipitare sulla Terra (ma niente panico)

di webmaster | Mar 11, 2026 | Tecnologia


Si chiama Van Allen Probe A ed è la sonda della Nasa che, dopo 14 anni di lavoro nello Spazio, sta per precipitare sulla Terra. A riferirlo è stata la stessa agenzia spaziale secondo cui la sonda, del peso di circa 600 chilogrammi, dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre stanotte, esattamente alle 23:45 di oggi (l’1.45 del mattino dell’11 marzo in Italia). Ma niente panico: la maggior parte della struttura della sonda della Nasa dovrebbe bruciare e disintegrarsi durante il suo passaggio in atmosfera. E sebbene alcuni detriti potrebbero resistere all’impatto atmosferico, il rischio di danni per le persone è, tuttavia, estremamente basso, di circa 1 su 4.200 (circa lo 0,02%).

La sonda della Nasa

Inviata nello Spazio il 30 agosto del 2012, insieme alla sua gemella, Van Allen Probe B, la sonda della Nasa aveva lo scopo di sorvolare le fasce di radiazione di Van Allen, anelli di particelle cariche intrappolate dal campo magnetico terrestre e che ci proteggono dalle radiazioni cosmiche, dalle tempeste solari e dal vento solare, per comprendere come queste particelle vengano acquisite e perse. Inizialmente progettate per una missione di soli due anni, le sonde Van Allen A e B hanno invece raccolto dati scientifici cruciali sulle fasce di radiazione di Van Allen per quasi 7 anni, disattivandosi quindi nel 2019, quando hanno esaurito il carburante e non sono più state in grado di orientarsi verso il Sole.

I dati della missione

La missione della Nasa ha fatto diverse scoperte importanti, tra cui l’esistenza di una terza fascia di radiazione transitoria, e i suoi dati vengono ancora oggi analizzati per migliorare la nostra comprensione della meteorologia spaziale e dei suoi effetti. In particolare, sono fondamentali per prevedere l’impatto dell’attività solare su satelliti, astronauti e persino sistemi terrestri come comunicazioni, navigazione e reti elettriche. “Osservando queste regioni dinamiche, le sonde Van Allen hanno contribuito a migliorare le previsioni degli eventi meteorologici spaziali e delle loro potenziali conseguenze”, spiegano dalla Nasa.

Un rientro anticipato

Le stime iniziali prevedevano che la sonda della Nasa, al termine del suo lavoro nel 2019, sarebbe dovuta rientrare nell’atmosfera terrestre nel 2034. Tuttavia, come ricordano dalla Nasa, questi calcoli sono stati effettuati prima dell’attuale ciclo solare, che come sappiamo è molto più attivo del previsto. Nel 2024, infatti, gli esperti hanno confermato che il Sole ha raggiunto il suo massimo solare e innescato intensi eventi meteorologici spaziali che hanno causato l’espansione dell’atmosfera e un aumento dell’attrito sui satelliti in orbita, determinando così un rientro anticipato della sonda della Nasa di ben 8 anni. Sebbene la sua gemella, Van Allen Probe B, stia subendo gli stessi effetti, non si prevede che rientri prima del 2030.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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