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Dovremo accendere un mutuo per bere una tazzina di caffè? La colpa dell’aumento dei prezzi è (anche stavolta) del cambiamento climatico

di webmaster | Feb 19, 2026 | Tecnologia


I cambiamenti climatici stanno influenzando innumerevoli aspetti della nostra vita e potrebbero presto portarci ad abbandonare l’idea di bere il nostro caffè quotidiano, la bevanda oggi tra le più amate al mondo, con oltre 2 miliardi di tazzine consumate ogni giorno. A raccontarlo è stata una nuova analisi del Climate Central, un gruppo indipendente di scienziati e divulgatori, secondo cui l’aumento dei giorni di caldo, causato dal riscaldamento globale, sta minacciando le coltivazioni di caffè nei principali Paesi produttori, contribuendo così a una ridotta qualità e prezzi sempre più elevati per i consumatori.

I cambiamenti climatici colpiscono il caffè

Nella nuova analisi, i ricercatori hanno passato in rassegna le temperature osservate dal 2021 al 2025 e le hanno poi confrontate con uno scenario ipotetico in cui il nostro pianeta non sarebbe colpito dall’inquinamento dei combustibili fossili. Da qui hanno calcolato il numero aggiuntivo di giorni all’anno in cui i cambiamenti climatici hanno portato le temperature massime sopra i 30 gradi centigradi, limite oltre il quale le piantagioni di caffè subiscono stress da calore, riducendo la resa, influendo sulla qualità dei chicchi e aumentando la vulnerabilità alle malattie. Impatti, quindi, che possono ridurre l’offerta e la qualità del caffè, contribuendo a prezzi più elevati.

I giorni di caldo estremo

Dall’indagine è emerso, infatti, che tutti i 25 Paesi produttori di caffè presi in esame, responsabili del 97% della produzione globale, hanno registrato un aumento delle temperature oltre il valore soglia, sperimentando ciascuno 47 giorni in più all’anno di caldo eccessivo che non si sarebbe verificato senza i cambiamenti climatici. In particolare, i 5 principali Paesi produttori di caffè (Brasile, Vietnam, Colombia, Etiopia e Indonesia) hanno registrato ognuno una media di 57 giorni in più all’anno di caldo, eccetto il Brasile, primo produttore di caffè al mondo, che ne ha affrontati in media 70 giorni in più all’anno. “Quasi tutti i principali Paesi produttori stanno ora sperimentando un numero maggiore di giorni di caldo estremo che può danneggiare le piante di caffè”, ha precisato Kristina Dahl, tra gli autori dell’analisi. “Con il tempo, questi impatti potrebbero propagarsi dalle aziende agricole ai consumatori, arrivando direttamente alla qualità e al costo della vostra tazzina quotidiana”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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