Ski Slope Digital Twin è nato su impulso della fondazione Matilde Lorenzi, nel 2024, dopo la morte della sciatrice in Val Senales. Coinvolti nella ricerca il Politecnico di Torino e di Milano. “Ci siamo chiesti come utilizzare al meglio le tecnologie per ridurre il rischio durante gli allenamenti”, dice a Sky TG24 Tania Cerquitelli, a capo del progetto. L’obiettivo? Realizzare mappe virtuali che segnalino e, soprattutto, anticipino i pericoli per gli atleti. A Sestriere i primi rilievi
Intelligenza artificiale, sensori e droni. Con questi – e altri – strumenti, si potranno individuare i rischi a cui sono esposti gli atleti quando si allenano sulle piste da sci. Il progetto Ski Slope Digital Twin è nato su impulso della fondazione Matilde Lorenzi, nel novembre 2024, un mese dopo l’incidente che ha coinvolto la sciatrice azzurra, morta a 19 anni per una caduta in allenamento in Val Senales. La famiglia di Matilde ha contattato il Politecnico di Torino per avviare una partnership, con un obiettivo chiaro: rendere possibile, in un futuro non troppo lontano, stimare i pericoli a cui vanno incontro gli sciatori professionisti. “Ci siamo chiesti come poter utilizzare al meglio le tecnologie per ridurre il rischio durante gli allenamenti”, spiega a Sky TG24 Tania Cerquitelli, professoressa di Computer Science del PoliTo e responsabile del progetto. Alla ricerca, che al momento ha una cornice temporale di tre anni, lavorano anche otto universitari tra Torino e Milano, scelti tra gli allievi dell’Alta scuola politecnica, vale a dire tra i più brillanti studenti dei due atenei.
Una mappa virtuale dei rischi e l’aiuto dell’IA
La morte di Matilde Lorenzi, nell’ottobre del 2024, così come quella di Matteo Franzoso, in Cile, a settembre 2025, hanno riacceso il dibattito sul fatto che le piste di allenamento non siano sicure: spesso non ci sono le reti di protezione, né viene fatta una mappatura degli ostacoli. Ma grazie a iniziative come Ski Slope Digital Twin il panorama può cambiare. Il progetto prevede, innanzitutto, di creare un “digital twin”, cioè un modello digitale della realtà. Prima si studia, grazie a una mappatura del terreno, la pista su cui si effettuerà l’allenamento. Vengono presi in considerazione la pendenza, la morfologia, ma anche la condizione e l’evoluzione della neve, la temperatura e l’umidità. Da qui, si passa poi all’elaborazione di una mappa virtuale di criticità, dove verrano indicati i possibili rischi, distinti in tre categorie, dalla più bassa alla più alta (indicate con i colori verde, giallo e rosso). I dati raccolti sono – e saranno – tantissimi. E qui entra in gioco l’Intelligenza artificiale: “Un modello di IA viene in nostro soccorso per anticipare i pericoli, per provare a stimarli”, sottolinea Cerquitelli, “anche per una pista di cui, per esempio, potremo trovarci, un domani, a non avere tutte le informazioni complete”.
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A Sestriere i primi sopralluoghi con i droni
I primi sopralluoghi sono stati fatti a inizio ottobre 2025 sulle piste di Sestriere, proprio dove Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso, per tanti anni, si sono allenati. “Siamo partiti dal realizzare il digital twin della montagna, facendo volare un drone sulle piste in questione. Questo ci ha consentito di avere un rilievo morfologico molto dettagliato. Poi andremo a fare un secondo identico rilievo, nelle prossime settimane, ma in presenza della neve”, spiega Cerquitelli. E man mano che la stagione sciistica andrà avanti, “analizzeremo anche l’evoluzione del manto nevoso”. La neve, infatti, cambia moltissimo a seconda del periodo: può essere più o meno compatta, bagnata, ghiacciata. Facendo rilievi in momenti diversi, i ricercatori potranno “avere un modello di evoluzione del manto nevoso, sulla base delle condizioni ambientali, ma anche degli interventi umani”. Sì, perché un ruolo importantissimo lo giocano anche i responsabili della sicurezza: “Ci hanno dato informazioni molto utili, legate, ad esempio, a come viene effettuato un tracciato (cioè a come vengono disposti i pali per gli allenamenti, ndr). E quindi sul nostro modello ci dovrà essere la possibilità di aggiungere informazioni anche in questo senso: a seconda del tipo di tracciato, infatti, cambiano le complessità da tenere presenti”.

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La strumentazione sugli sciatori
Non si può poi non considerare “la componente dello sciatore”, come la chiama Cerquitelli. “Proveremo a fare delle raccolte dati con della strumentazione indossata dagli atleti durante gli allenamenti”, anticipa la professoressa. In particolare, ai ricercatori, interessa capire quali sono i pericoli, simulando “la discesa di più sciatori in contemporanea, sulla stessa pista e anche su tracciati paralleli”. Questo verrà fatto con l’aiuto di Gps, ma probabilmente anche con telecamere fisse e mobili.
Informazioni utili a tutti, dai gestori degli impianti agli allenatori
L’obiettivo finale è avere un “modello generale” che si possa applicare in più zone, per arrivare a stimarne le criticità. “Si tratta di uno strumento di supporto”, chiarisce Cerquitelli, “perché la scelta finale spetta sempre alla persona umana, che però potrà prendere decisioni più informate”. E questo non riguarda solo i gestori degli impianti sciistici, ma anche gli allenatori e gli atleti stessi che potranno visionare la mappa. Nel futuro, il gruppo di ricerca punta anche ad andare più a fondo nello studio “delle condizioni climatiche e dei loro effetti sulla neve”. E in questo, la nuova stagione sciistica, ormai alle porte, potrà sicuramente aiutarli.
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