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È giunto il momento di parlare seriamente di TonyPitony, che potrebbe essere il vero protagonista di Sanremo

di webmaster | Gen 30, 2026 | Tecnologia


TonyPitony non si può più ignorare e in vista di Sanremo 2026 è arrivato il momento di parlarne. Il cantante che va in giro con la maschera di Elvis sta facendo il salto definitivo nel mainstream: dopo aver conquistato TikTok e Spotify con i suoi brani politicamente scorretti, in cui racconta una versione disincantata e molto poco romanticizzata della vita e dell’amore, questo personaggio decisamente fuori da ogni schema è stato scelto per interpretare la sigla del FantaSanremo, il popolare gioco legato alla manifestazione. E si sa, tutto quello che riguarda il Festival porta attenzione, curiosità, viscerale voglia di sapere. Figurarsi con un volto e una voce come la sua. Per questo, anche se non fa parte dei cantanti in gara, siamo sicuri che Pitony riuscirà a rubare la scena anche se non dovesse mettere piede sul palco dell’Ariston (ma conoscendolo non ne siamo sicuri). Anzi, proprio perché il cast scelto quest’anno dal direttore artistico Carlo Conti non spicca per individualità in grado di monopolizzare il chiacchiericcio mediatico che ruota intorno ai fatti dell’evento pop più seguito in Italia (qui le nostre pagelle dei pre-ascolti), abbiamo tutta la possibilità di pensare che Tony Pitony potrebbe prendersi tutto quello che c’è fuori dall’Ariston.

Chi è TonyPitony?

Il successo non arriva mai per caso. Se avete iniziato ad ascoltare TonyPitony da poco, magari perché è sempre nelle classifiche Viral o Top 50 Italia di Spotify, avrete pensato che non possa essere figlio dei talent. E invece vi sbagliate. Dopo che il suo nome ha iniziato a girare, su TikTok è tornato virale il video di una sua apparizione a X Factor. La clip è stata molto ricondivisa per un semplice motivo: a tarpargli le ali era stata Emma, che qualche tempo dopo in un altro format per il web alla domanda: “Qual è la canzone che stai ascoltando in loop in questo periodo?”, aveva risposto “Striscia di TonyPitony”. Ma chi è davvero TonyPitony? Di lui si sa l’anno di nascita, il 1996, la provenienza, Siracusa, e che canta con una maschera da Elvis. Ah, e anche che ha una bellissima voce. Da cantante vero, checché ne dicano i suoi detrattori.

Divisivo, per questo funziona

Arriviamo subito al dunque, risponendo a un’altra domanda: ma perché è famoso? Una risposta potrebbe essere che è TonyPitony funziona perché è divisivo. Non a caso ha già una fanbase molto solida, che ha riempito il suo concerto al Fabrique di Milano appena due settimane fa e che è pronto a seguirlo nel suo tour che prevede già sei date fino all’estate, date che potrebbero aumentare nei prossimi giorni. Ma la fama vera la si inizia a ottenere, anche quando si hanno dei detrattori. Perché è dal conflitto che si origina il successo. Quindi da un lato abbiamo una schiera di fan impazziti che conoscono a memoria tutti i suoi brani, dall’altro chi lo etichetta come un personaggio trash. Da un lato chi lo ritiene una sorta di filosofo metropolitano, dall’altro chi lo skippa alla primo verso crudo dei suoi testi. Non a caso, il brano con cui è diventato il volto del FantaSanremo 2026 si intitola Scapezzolate, sintesi perfetta tra il suo ricorrente riferimento a una sessualità un po’ disperata dei suoi brani e uno dei bonus più comuni del gioco dedicato al Festival. C’è chi sostiene sia già stato assoldato per la serata delle cover, chi si aspetta di vederlo girare per Sanremo fuori dall’Ariston e chi ha ipotizzato che possa avere un qualche ruolo a sorpresa nel dopo Festival dopo lo “spot” riservatogli da Fiorello qualche giorno fa durante la trasmissione La Pennicanza.

Numeri da big per un genere inventato

Ma non si va da nessuna parte senza avere dalla propria parte i numeri. Sono quelli, in fondo, a decretare a stabilire se un fenomeno sia più o meno grande. E TonyPitony ha anche quelli dalla sua. Centinaia di migliaia di ascoltatori mensili su Spotify e milioni di stream complessivi, quasi mezzo milione di follower tra Instagram e TikTok. Dal suo ultimo successo, Donne Ricche, ha superato i 10 milioni di ascolti su Spotify, battendo anche Culo, il brano che lo ha reso virale e da cui è partito l’hype su questo cantante che fa della volgarità, dell’esaltazione dell’esplicito, a volte decisamente turpe la sua peculiarità. E se la volgarità è uno dei punti su cui fanno leva i suoi haters, paradossalmente diventa anche ciò che gli ha garantito una grande popolarità.

I suoi testi saranno anche osceni, ma fanno trapelare una specie di ironica disperazione avversa al disncanto amoroso, una frustrazione verso i rapporti amorosi deludenti che solo a volte può sfociare in una lettura sessista, ed è un rischio che in questi tempi questo artista ha deciso di voler correre andando controcorrente. In tal senso, è forse Donne Ricche il brano che delinea maggiormente la sua identità musicale, che si gioca tutta sul doppio piano: da una parte una struttura melodica propria delle hit strappalacrime, dall’altra un testo ben poco allusivo, crudo e triviale. In questo limbo TonyPitony ha creato un genere, che poi alla fine è il fil rouge entro cui si muova tutta la sua discografia: insomma un musicista preparato e un fenomeno da baraccone. Un dualismo che lo rende amato e odiato, contrastato e sostenuto. Il personaggio praticamente perfetto per essere giudicato dal più importante tribunale nazionalpopolare.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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