C’è un angolo dell’Antartide che sembra uscito da un film di Cronenberg. Si trova nelle valli secche di McMurdo, un immenso deserto gelido dove, periodicamente, dal bianco abbacinante del ghiacciaio Taylor sgorga improvvisamente un fiotto di liquido rosso cremisi. Le chiamano Blood Falls, o “cascate di sangue”, e fin dalla loro scoperta nel 1911 da parte del geologo Thomas Griffith Taylor, hanno alimentato un secolo di speculazioni scientifiche. Di recente, una serie di osservazioni effettuate a partire dal 2018 hanno chiarito diversi aspetti misteriosi, come la natura del loro colore rossastro e cosa le mantenga liquide a quasi 20 gradi sotto zero. Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Antarctic Science aggiunge oggi l’ultimo pezzo del puzzle, chiarendo quali fenomeni spingano le cascate a sgorgare dal sottosuolo.
Le prime certezze
Ai tempi della loro scoperta, Taylor attribuì il colore alla presenza di microalghe rosse. Dopo più di un secolo, oggi sappiamo che il rosso è dovuto a particelle di ferro intrappolate in nanosfere insieme ad altri elementi come silicio, calcio, alluminio e sodio. A produrle sono stati probabilmente antichi batteri intrappolati nel sottosuolo dell’area: una volta a contatto con l’aria, il ferro si ossida, dando alla miscela il caratteristico color ruggine.
Per quanto riguarda la presenza di acqua liquida, si tratta in realtà di una salamoia ipersalina, formatasi circa due milioni di anni fa quando le acque dell’Oceano Antartico si ritirarono dalle valli. L’elevatissima salinità di questa salamoia impedisce all’acqua di congelare, permettendole così di sgorgare periodicamente.
La nuova scoperta
Risolto l’enigma della temperatura, restava da capire cosa spingesse fisicamente il fluido a eruttare. La risposta è arrivata incrociando dati Gps, sensori termici e immagini ad alta risoluzione raccolte nel 2018 durante un’eruzione. L’analisi ha dimostrato che le Blood Falls sono il frutto di variazioni di pressione che interessano i depositi di salamoia sotto il ghiacciaio.
Mentre il ghiacciaio Taylor scivola verso valle, la massa di ghiaccio sovrastante comprime i canali subglaciali, accumulando una pressione enorme. Quando lo sforzo diventa insostenibile, il ghiaccio cede: la salamoia pressurizzata si insinua nelle fessure e viene sparata fuori in brevi esplosioni. Curiosamente, questo rilascio agisce come un freno idraulico, rallentando temporaneamente la marcia del ghiacciaio. Con questa scoperta, i misteri delle cascate di sangue dovrebbero finalmente essere stati risolti. Almeno per ora: resta da capire l’impatto del riscaldamento globale su questo complesso sistema nei prossimi decenni.


