Il rapporto di causalità tra sclerosi multipla, malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, e il virus di Epstein-Barr (Ebv), virus della mononucleosi, si fa sempre più solido. A dimostrarlo è un nuovo studio di un team di ricerca internazionale, coordinato dal Karolinska Institutes, che ha appena fatto luce su un nuovo meccanismo che collega queste due condizioni. I risultati, pubblicati su Cell, hanno mostrato infatti come la reazione del sistema immunitario all’infezione del virus Ebv possa danneggiare il cervello e contribuire all’insorgenza della Sm.
La sclerosi multipla
La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica progressiva che colpisce 2,8 milioni di persone in tutto il mondo e che attacca il sistema nervoso centrale, causando il deterioramento ai nervi. La comunità scientifica sa già da tempo che tutti i pazienti con la Sm hanno avuto in passato un’infezione da Ebv, anche se il modo in cui questo virus contribuisca alla patologia è rimasto a lungo sconosciuto. Come vi già abbiamo raccontato, infatti, uno studio condotto dalla Chan School of Public Health di Harvard e pubblicato su Science nel 2022, aveva fornito prove convincenti di causalità, dimostrando che chi aveva l’infezione di Ebv mostrava un rischio di sviluppare la sclerosi multipla di oltre 32 volte maggiore rispetto a che non la aveva.
Il nuovo meccanismo
Analizzando i campioni di sangue di pazienti con sclerosi multipla e confrontandoli poi con persone in buona salute, i ricercatori sono stati in grado di isolare le cellule T osservando che, quando il sistema immunitario combatte l’Ebv, alcune reagiscono con la proteina Ebna1 del virus, ma anche con una proteina cerebrale chiamata Anoctamina-2 (Ano2). Un meccanismo questo che gli esperti chiamano mimetismo molecolare, in cui appunto le cellule immunitarie si confondono e scambiano le proteine dell’organismo per quelle del virus. I ricercatori hanno scoperto, quindi, che queste cellule T sono significativamente più numerose nelle persone con sclerosi multipla rispetto a quelle sane.
Sforzi preventivi e terapeutici
I risultati del nuovo studio potrebbero aiutare a spiegare perché alcune persone sviluppano la sclerosi multipla dopo un’infezione da Ebv mentre altre no. “I nostri risultati forniscono prove meccanicistiche che le risposte immunitarie all’Ebv possono danneggiare direttamente il cervello nella Sm, ed è possibile che i meccanismi molecolari varino da paziente a paziente”, ha concluso la prima autrice dello studio, Olivia Thomas. “Poiché diversi vaccini e farmaci antivirali contro l’Ebv sono attualmente in fase di sperimentazione clinica, i risultati potrebbero essere di grande importanza per futuri sforzi preventivi e terapeutici”, ha aggiunto il co-autore Tomas Olsson.


