Capita frequentemente di avere la sensazione che le risposte ottenute sui social media o su altre piattaforme non provengano da persone reali. Questa percezione si basa su elementi concreti.
Ad esempio, molte risposte appaiono estremamente generiche o ripetitive, come se fossero generate automaticamente. Inoltre, analisi del traffico Internet hanno rivelato che una percentuale significativa dellโattivitร online รจ generata da bot e algoritmi di intelligenza artificiale, non da persone.
Secondo la Dead Internet Theory (la teoria dellโinternet morto), questi fattori indicano che il coinvolgimento umano online sta diminuendo drasticamente. Il vivace e ricco mondo virtuale che conosciamo sarebbe sempre piรน dominato da contenuti e interazioni artificiali, prive di autenticitร . In questo modo, la rete starebbe perdendo la sua natura di spazio di scambio e creazione umana.
Cosโรจ la Dead Internet Theory?
La teoria dellโInternet morto รจ lโidea che i contenuti di Internet siano per lo piรน generati dalle macchine o automatizzati con mezzi artificiali, come lโAI generativa o i bot. A causa dellโaumento dei contenuti generati dalle macchine e dei โbotโ, i sostenitori della teoria suggeriscono che la data in cui Internet รจ ufficialmente โmortoโ รจ intorno al 2016.
Secondo la teoria originale dellโInternet morto, la progressiva sostituzione di contenuti e interazioni umane con quelle generate da bot e intelligenza artificiale sarebbe intenzionale. Lโobiettivo sarebbe manipolare gli utenti, ad esempio influenzando le loro decisioni di consumo attraverso messaggi pubblicitari mirati veicolati in modo subdolo dai bot.
Alcuni sostenitori della teoria ritengono che questo โinquinamentoโ dellโattivitร online da parte di software รจ orchestrato dai governi per controllare e manipolare gli elettori, indirizzando le loro opinioni. In passato queste idee erano viste come teorie cospirazioniste eccentriche.
Ma con la rapida diffusione dellโintelligenza artificiale negli ultimi anni, simili scenari di manipolazione tramite bot e contenuti generati con lโAI stanno diventando piรน verosimili e preoccupanti agli occhi dellโopinione pubblica. Per questo la teoria dellโInternet morto sta guadagnando maggiore considerazione, spingendo gli utenti a porsi domande sulla provenienza dei contenuti online che leggono e con cui interagiscono.
Gli elementi chiave della teoria dellโInternet morto
1. Lโascesa dei bot
Un aspetto centrale della teoria dellโInternet morto si basa sullโaumento esplosivo dei bot. La teoria suggerisce che una parte significativa dellโattivitร online, dalla creazione di contenuti alle interazioni sui social media, potrebbe essere guidata da programmi automatizzati.
Questi bot possono sfornare contenuti, gonfiare le metriche di coinvolgimento e persino manipolare le conversazioni. Gli utenti ne sono diventati consapevoli durante le elezioni presidenziali americane del 2016, quando sia gli utenti di destra che quelli di sinistra hanno accusato la parte opposta di utilizzare i bot per diffondere โfake newsโ e influenzare lโopinione pubblica.
La proliferazione degli utenti โbotโ รจ diventata in seguito un punto critico durante lโacquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, ora noto come X, nel 2022. Poco dopo lโofferta iniziale per la piattaforma, Musk ha annunciato la sua intenzione di rescindere lโaccordo, sulla base del fatto che Twitter aveva violato lโaccordo rifiutandosi di ridurre i bot.
Il magnate della tecnologia ha contestato lโaffermazione di Twitter secondo cui meno del 5% dei suoi utenti giornalieri erano bot, impiegando due team di ricerca che hanno scoperto che il numero era piรน realisticamente dellโ11-13,7% e, soprattutto, che questi utenti bot erano responsabili di una quantitร sproporzionata di contenuti generati sulla piattaforma.
2. Lโascesa dellโintelligenza artificiale
Analogamente allโascesa dei bot, la diffusione esplosiva dellโintelligenza artificiale ha contribuito in modo massiccio a far crescere la convinzione che la dead internet theoryย abbia preso piede. I contenuti generati dallโAI, tra cui immagini, video e testi, avanzano a rotta di collo. Modelli linguistici di grandi dimensioni come ChatGPT e Gemini possono persino superare alcuni parametri di riferimento umani. Molti, soprattutto gli utenti piรน anziani e meno esperti di tecnologia, non sono in grado di identificare i contenuti generati dallโAI.
Senza contare che i contenuti generati dallโintelligenza artificiale diventeranno sempre piรน indistinguibili dai contenuti generati dallโuomo man mano che i modelli linguistici di grandi dimensioni migliorano. I progressi dellโAI, infatti, consentono di creare contenuti dallโaspetto realistico, come immagini, video e persino testi che possono imitare lo stile di scrittura umano. Ciรฒ solleva preoccupazioni sullโautenticitร delle informazioni online e sul potenziale dei deepfake di manipolare lโopinione pubblica.
La teoria dellโInternet morto tira in ballo anche il ruolo degli algoritmi nel plasmare le esperienze online. Questi algoritmi possono determinare quali contenuti appaiono nei risultati di ricerca, nei feed dei social media e nei video consigliati.
Questo puรฒ significare la creazione di massa di contenuti generati dallโintelligenza artificiale che inquinano i feed per generare coinvolgimento e ricavi. Recentemente su Facebook sono circolate immagini insolite che combinano figure religiose come Gesรน con assistenti di volo. Questo tipo di immagini, generalmente, sono generate dallโAI e condivise da account che sembrano essere spam.
Il motivo di questa tendenza non รจ del tutto chiaro, ma รจ probabile che si tratti di โengagement baitโ, ovvero di immagini progettate per catturare lโattenzione e ottenere una reazione da parte degli spettatori, incoraggiandoli a mettere โmi piaceโ, commentare o condividere il post. Questo puรฒ essere un modo per aumentare la visibilitร dellโaccount di spam.
Questi post potrebbero anche essere utilizzati per identificare gli utenti che cadono nella trappola dei contenuti clickbait, ignari dellโintelligenza artificiale che sembra ovvia agli utenti piรน esperti di tecnologia. Se qualcuno non mette in dubbio la stranezza dellโimmagine o la legittimitร dellโaccount che lโha pubblicata, potrebbe essere meno propenso a riconoscere i segnali di social engineering o di truffe di phishing in futuro.
Una volta identificati, questi utenti potrebbero essere presi di mira dagli spammer con truffe piรน credibili o contenuti falsi, inducendoli potenzialmente a cliccare su link fraudolenti o a condividere dati sensibili, soprattutto quando il loro account Facebook potrebbe giร essere ricco di informazioni personali che possono essere sfruttate.
3. Lโascesa della curatela algoritmica
In origine su Internet i contenuti venivano mostrati in ordine cronologico: gli utenti vedevano i post in base alla loro data di pubblicazione, dal piรน recente al meno recente. Questo modello dava a tutti i creatori di contenuti la stessa possibilitร di essere visti e favoriva il dibattito aperto, con i social media che funzionavano come โpiazze digitaliโ in cui si incontravano facilmente opinioni diverse.
Ora questo modello รจ stato soppiantato dai sistemi di raccomandazione algoritmici, che mostrano agli utenti i contenuti ritenuti piรน rilevanti in base alle loro preferenze. Ciรฒ puรฒ creare โcamere dellโecoโ in cui gli utenti vedono solo contenuti in linea con le loro opinioni, senza confrontarsi con punti di vista diversi.
Si ha lโillusione di un falso consenso. Sui social questo meccanismo fa emergere soprattutto i contenuti piรน estremi e controversi, che generano piรน interazione. Si perde la possibilitร di un confronto piรน equilibrato tra diverse prospettive.
4. Radicalizzazione algoritmica
La โradicalizzazione algoritmicaโ si riferisce al processo per cui gli algoritmi di social media e siti come YouTube e Facebook portano gradualmente gli utenti verso contenuti sempre piรน estremisti e radicali. Il meccanismo รจ il seguente: questi algoritmi hanno come obiettivo principale quello di far rimanere lโutente il piรน a lungo possibile sulla piattaforma, per mostrare piรน pubblicitร e generare entrate.
Per fare ciรฒ suggeriscono contenuti che suscitano forti emozioni e coinvolgimento, come quelli sensazionalistici o estremisti. Quando lโutente interagisce con questi contenuti, lโalgoritmo inizia a raccomandargliene via via di piรน estremi.
Lโutente puรฒ finire in una sorta di โtunnelโ fatto di contenuti radicali, restando isolato da punti di vista piรน moderati. Secondo la teoria dellโInternet morto, questi algoritmi sono diventati cosรฌ centrali da aver soppiantato lo scambio libero di idee, spingendo il coinvolgimento degli utenti anche tramite contenuti radicalizzanti.
La teoria dellโInternet morto รจ vera?
La teoria dellโInternet morto probabilmente esagera nel sostenere che i bot e lโintelligenza artificiale abbiano completamente sostituito gli esseri umani online. Tuttavia solleva preoccupazioni rilevanti sul funzionamento attuale di internet.
Lโascesa dei contenuti generati da AI rende sempre piรน difficile distinguere se un contenuto sia stato creato da un essere umano o da una macchina. Man mano che lโIA migliora, questa distinzione sarร sempre piรน complessa. Inoltre รจ vero che gli algoritmi danno prioritร ai contenuti che aumentano il coinvolgimento, a prescindere dalla loro accuratezza.
In questo modo gli utenti finiscono per vedere soprattutto informazioni che confermano le loro idee, riducendo lโesposizione a punti di vista diversi. Questi aspetti possono portare alla diffusione di disinformazione e ad una maggiore polarizzazione, dato che le persone rimangono nella propria โbollaโ di idee.
Tuttavia, questo non significa che Internet sia โmortoโ, o almeno non ancora. Comunitร di nicchia, piattaforme indipendenti e opportunitร di dialogo aperto esistono ancora, anche se su scala ridotta. Internet รจ in continua evoluzione, con lโemergere di nuovi strumenti e piattaforme che sfidano il dominio di ogni singola entitร o algoritmo.
Ad esempio, lโapp โBeRealโ ha guadagnato una grande popolaritร nel 2022. Questa nuova piattaforma si รจ concentrata sulla cattura di momenti inediti e in tempo reale di persone che si conoscevano personalmente e ha interrotto la tendenza dei feed pubblici meticolosamente curati spesso visti su altre piattaforme.
La teoria dellโInternet morto solleva importanti interrogativi sul ruolo della tecnologia nella nostra vita online. Sebbene sia esagerato affermare che Internet sia completamente โmortoโ, lโascesa dei bot e dellโintelligenza artificiale mette indubbiamente in discussione la nostra percezione di autenticitร e richiede un pensiero critico quando si naviga in Internet.


