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Elezioni in Giappone, perché la nuova prima ministra Sanae Takaichi ha scelto di tornare alle urne

di webmaster | Gen 20, 2026 | Tecnologia


Il partito è cresciuto sfruttando il malcontento verso il sistema politico, l’opposizione alle restrizioni pandemiche e una retorica fortemente anti-immigrazione e anti-globalizzazione. Takaichi spera di riassorbire il suo elettorato offrendo una versione “istituzionale” del nazionalismo, ma il Sanseito resta una variabile imprevedibile, capace di sottrarre voti decisivi nei collegi più combattuti.

Il ruolo determinante dei giovani giapponesi

Una delle tendenze più rilevanti nei sondaggi recenti è l’elevato sostegno dei giovani al governo Takaichi. In un sondaggio congiunto di Sankei Shimbun e FNN condotto a dicembre 2025, il gradimento del governo fra i votanti di 18-29 anni ha raggiunto oltre il 90%, un livello molto superiore rispetto alla media nazionale.

Secondo gli analisti, molti giovani si stanno spostando a destra e apprezzano le politiche economiche focalizzate su stimoli e agevolazioni immediate, come l’espansione della spesa pubblica e la riduzione delle imposte sui consumi, che potrebbero migliorare la loro condizione economica nel breve termine.

Tra le spiegazioni, c’è anche una maggiore personalizzazione del consenso politico. Nel post Abe, i giapponesi sono tornati a una serie di figure politiche percepite come piuttosto grigie, talvolta anonime. Takaichi è invece percepita come una figura nuova e carismatica per molti giovani, in parte anche grazie alla sua recente ascesa alla leadership (raggiunta senza far parte di una delle tante dinastie che dominano tradizionalmente la politica giapponese) e all’immagine mediatica.

Cosa c’è in gioco

Internamente, una vittoria netta di Takaichi consoliderebbe uno spostamento forse strutturale del sistema politico giapponese verso destra. Il Pld diventerebbe più ideologico e patriottico, con effetti sulle politiche sociali, sull’immigrazione e sui diritti civili. Una sconfitta o un risultato deludente, al contrario, aprirebbe l’ennesima fase di instabilità, con possibili sfide alla leadership della premier e una rinegoziazione delle alleanze.

Sul piano internazionale, il voto sarà osservato con estrema attenzione. Una Takaichi rafforzata renderebbe inevitabile un ulteriore deterioramento delle relazioni con la Cina, già colpite da tensioni su Taiwan, dal revisionismo storico della premier sull’era imperialista e da una serie di ritorsioni economiche punitive adottate da Pechino. Al tempo stesso, una legittimazione elettorale potrebbe spingere la Cina a riconsiderare la strategia di pressione, vedendosi costretta ad accettare Takaichi come interlocutrice stabile.

Con gli Stati Uniti, il rapporto resterà solido ma complesso. Donald Trump (che ha visitato Takaichi a fine ottobre ma ha poi evitato di appoggiarla nella crisi con Xi Jinping) vede con favore il riarmo giapponese, ma chiede maggiori investimenti e concessioni economiche, mentre Tokyo cerca di difendere i propri interessi commerciali ed energetici, incluso l’import di gas naturale russo.

In gioco c’è però anche la definizione dell’identità politica del Paese nel Ventunesimo secolo: un Giappone più assertivo e nazionalista, oppure un riequilibrio centrista che cerchi di raggiungere gli obiettivi strategici in modo più moderato e progressivo.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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